Per capire la rilevanza di questa innovazione, bisogna richiamare il dibattito molto serrato – e spesso polemico – che si è svolto in questi mesi sui dpcm e sul mancato coinvolgimento del Parlamento nelle misure anti-contagio. La nuova norma, frutto di un accordo tra le forze di maggioranza e con il via libera dello stesso Governo, è costruita sul modello della procedura prevista per coinvolgere il Parlamento in occasione delle riunioni del Consiglio europeo: il premier riferisce alle Camere circa la posizione che andrà a sostenere in quella sede e le Camere, dopo un dibattito, esprimono degli indirizzi non vincolanti ma di cui il Governo evidentemente non potrà non tener conto. Un passaggio analogo, quindi, sarà previsto anche per i dpcm, tranne che nei casi di estrema urgenza in cui la verifica parlamentare sarà successiva.
Una parte degli avvocati, esperti di immigrazione, pensa ad applicare il permesso, previsto dal decreto Salvini, per la situazione legata al coronavirus. Lo Faro: “Una possibilità, permette di lavorare e iscriversi al servizio nazionale”. Zorzella (Asgi): “Temporaneo e non convertibile, può diventare una trappola”
Chi sta dietro una app di tracciamento? A che scopo fornire dei dati personali? Per quanto tempo può durare questo sistema di monitoraggio? Sono le grandi domande cui bisogna rispondere per comprendere se la app "Immuni", confermata dal nostro Paese per combattere la diffusione del Covid-19, sia uno strumento utile per la società o no. Questioni importanti che ne aprono altre, anche e soprattutto di tipo sociale e umano. Per fare chiarezza il Sir ha intervistato padre Paolo Benanti, francescano, docente di Teologia morale ed etica delle tecnologie alla Pontificia Università Gregoriana e accademico della Pontificia Accademia per la Vita.
Non è raro, in questo periodo, trovarci sui social per scambiare pensieri, angosce, domande che abitano il nostro cuore e la nostra mente di adulti e a volte creano disorientamento.
La lunga ricostruzione. Antonio Autiero, emerito di teologia morale all'Università di Münster, illustra la lezione che l'emergenza in atto ci sta impartendo
Lunedì 4 maggio è iniziato il percorso graduale attraverso il quale la sanità veneta tornerà alla normalità dopo due mesi contrassegnati dalla lotta al contagio da Coronavirus.
Emergenza Coronavirus, dalla didattica a distanza alle politiche sanitarie l’analisi di Antonio Schizzerotto (Università di Trento): "Non esiste un disegno post pandemico, rischiamo di finire col pensare solo a noi stessi"
Dalla semplificazione delle procedure amministrative all’accelerazione della transizione digitale: le misure contenute nel rapporto dell‘Asvis sulle politiche per fronteggiare la crisi da Covid-19 e realizzare l’Agenda 2030. Giovannini: "Ricostruire al più presto tutte le forme di capitale deteriorato dalla crisi, specialmente quello umano”
L’appello dell’organizzazione umanitaria all’indomani della conferenza internazionale voluta dalla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen. “Stanziamento di 8 miliardi di dollari positivo ma non sufficiente a compensare l’enorme disuguaglianza di accesso ai servizi sanitari che attraversa il pianeta”