La lettera è indirizzata ai cattolici italiani ma subito si apre a quanti cattolici non sono, o tali non si definiscono, perché nel tempo dell’incertezza e dell’ansia sono nate e stanno nascendo molte domande “sul senso di quello che si sta facendo”.
Una puntuale e accurata risposta dello storico Gianni La Bella ad un pamphlet contro papa Francesco a firma di Loris Zanatta che accusa il pontefice di "populismo". Pur senza entrare analiticamente nel merito del volume, La Bella intervistato dal Sir, pone in evidenza i limiti di certe visioni di parte e parla di "semplificazioni" e "generalizzazioni". Per quanto riguarda il populismo, spiega lo storico, "più volte il Papa ha parlato di differenza tra populismo e politiche popolari" e "ben altra cosa è parlare di politiche pubbliche che mettano al centro il popolo". C’è, poi, un disegno che il Papa ha bene in mente e che è fondamentale, quello dell’integrazione latinoamericana, dell’ideale della ‘Patria grande’, peraltro già delineato anche da Giovanni Paolo II a Santo Domingo, nel 1992, e da Benedetto XVI nel 2007, ad Aparecida.
"Nessuno ti avverte che se lo fai, uccidi anche una parte di te e quella morte te la porti dentro tutta la vita". Con parole serene, ma accorate, l'attrice ci racconta l'interruzione volontaria di gravidanza vissuta a vent'anni e la profonda ferita che le ha provocato, sprofondandola per anni in un vortice di dolore e sensi di colpa. "Cercate aiuto, anzi pretendete di essere aiutate", e "guardate a chi, nella vostra stessa situazione, ce l'ha fatta", dice alle ragazze e alle donne che stanno pensando all'aborto come possibile soluzione. Secco il no alle nuove linee guida sulla Ru486: "Rischiano di lasciare la donna ancora più sola e di ridurre l'aborto solo ad un affare privato"
“Non possiamo mollare. Fare memoria di quanto hanno caratterizzato gli ultimi mesi”. Lo ha detto Virginia Kaladich, presidente nazionale della Fidae, in apertura del webinar dal titolo “Memoria e profezia – la scuola cattolica radicata nel passato, protesa verso il futuro”, organizzato dalla Federazione in occasione dei 100 anni dell’Istituto Gonzaga di Palermo.
L’organizzazione Medici per i diritti umani esprime preoccupazione per il provvedimento: “Sbagliato equiparare la difficile situazione degli hotspot siciliani con quella dei centri di accoglienza, dove nessuna emergenza Covid-19 è stata riscontrata. Non è nemmeno chiaro a quali strutture Musumeci si riferisca con quell’espressione”
“In questo tempo di Covid-19, con le pesanti ricadute sociali ed economiche, dobbiamo far in modo che il principio di solidarietà (carità) diventi scelta concreta, visibile e quotidiana” e per noi cristiani “tutto inizia con Gesù, la vera forza, la vera novità e la vera ripartenza”.