Anche in Italia cresce il clima di odio. Esempi sono dati da alcuni episodi venuti alla ribalta dei media: il professore dell’Università di Siena che sul suo profilo Twitter esalta Hitler; una ventiseienne della provincia di Milano che è la vincitrice del concorso Miss Hitler 2019 e una 48enne impiegata e incensurata di Cittadella che si faceva chiamare “Sergente maggiore di Hitler” e aveva il compito di reclutamento e diffusione di ideologie xenofobe; l’idea di costituire un nuovo partito filonazista, xenofobo e antisemita in Italia che avrebbe preso il nome di Partito nazionalsocialista italiano dei lavoratori. Secondo il sociologo, "non si tratta di incidenti di percorso" e "i media contribuiscono a far circolare tossine neofasciste"
Non appare corretto né sensato sminuire questo fenomeno e neppure esaltarlo, però. Il pericolo è quello di caricarlo di più responsabilità rispetto alle sue forze.
Per la città di Padova lunedì 9 dicembre è stato un giorno da ricordare. L’inizio della demolizione delle famose (e famigerate) palazzine di via Anelli non è solo un importante intervento urbanistico, ma si carica di un valore simbolico che a quanti hanno buona memoria non sfugge di certo.
Colloquio con l’arcivescovo di Torino, che va in fabbrica a parlare con gli operai e ricorda che la dignità arriva con il lavoro e la libertà. E sulla crisi ammonisce: "La disuguaglianza si combatte, e si vince, con la solidarietà, la conoscenza diretta tra le persone. Se invece ci si rassegna al fatto che oggi le vite di tanti, dei giovani soprattutto, devono essere precarie, il gioco è fatto e tutti perdono"
Alla fine anche a Padova sono arrivate le sardine. Hanno riempito piazza delle Erbe con i loro pesci multicolori e un’allegria contagiosa. Una piazza bella, colorata, pacifica, autoconvocatasi per dire con forza che c’è chi non accetta la deriva rancorosa e identitaria che come un virus sta attraversando l’Italia.