La democrazia? Ha sempre bisogno di manutenzione

"Quando i rappresentanti non sono più uno strumento al servizio dei cittadini 'sovrani', ma diventano un ceto che persegue i propri interessi particolari, allora i cittadini cercano altre strade: ma bisogna farlo costruttivamente, non spinti dalla paura o dall'odio". L'analisi di Antonio Maria Baggio, professore ordinario di filosofia politica nell'Istituto Universitario “Sophia”.

I social network sono una fogna? No, lo siamo noi quando preferiamo lo sdegno al buon senso

Nessuno venga a dire che è colpa di internet. La rete con i suoi innumerevoli spazi è solo luogo ospitante di bellezze oppure di disagi. Proprio questi ultimi rappresentano uno dei semi del clima contrappositivo, dell’antilogia dilagante, di quell’ansia da prestazione a chi la spara più grossa, a chi oltraggia più del vicino, a chi gonfia maggiormente il petto in nome di una presunta supremazia ideologica. Quello che manca è una traiettoria dritta dei nostri comportamenti, spesso dettati da frustrazioni e malcontenti. Scarseggia la serenità di giudizio che evidenzia – lo spiega bene oggi il politologo Flavio Felice in un’intervista a Città Nuova – come “nel mondo della post-verità ciò che conta non è ciò che è vero, ma ciò che funziona”. È proprio questo il rischio

Instrumentum Laboris per il Sinodo dei vescovi: esercitare sui giovani il fascino di ideali grandi

Il documento si muove secondo il metodo del discernimento: fa il punto sulla condizione giovanile; la interpreta secondo criteri che colgano gli indizi di futuro che essa racchiude; orienta alcune decisioni che saranno oggetto della valutazione e delle scelte dei padri sinodali. Riconoscere, interpretare, scegliere sono i tre verbi che scandiscono la riflessione del documento e che dovranno guidare i lavori sinodali.

Affrontare la crisi e superare la paura per non restare paralizzati

Ci sono paure patologiche: sono quelle che bloccano e paralizzano, sfociando il più delle volte in frustrazione e rabbia. A livello sociale, ciò avviene quando si ha a che fare con ciò che è diverso e mette in discussione le certezze, ritenute ormai acquisite: così, l’altro diventa una minaccia da cui difendersi. Oggi sono i migranti, qualche decennio fa erano gli albanesi e prima ancora gli ebrei. Giustamente il cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della Cei, nel messaggio diffuso sabato scorso in merito alla questione dei migranti, scrive tra l’altro: “Non mi nascondo quanto sia complesso il fenomeno migratorio: risposte prefabbricate e soluzioni semplicistiche hanno l’effetto di renderlo, inutilmente, ancora più incandescente”

Se l’accoglienza divide anche i cattolici

In un Paese confuso, in cui le diverse posizioni sul tema dei migranti non sono chiare, è emerso un attore importante che svolge un ruolo politico altrettanto rilevante: è la Chiesa cattolica che ispirata costantemente dalle parole di Papa Francesco, ha preso posizioni coraggiose sull’immigrazione. Ma non mancano distinguo e divisioni, anche nel mondo cattolico.

La Spagna apre i suoi porti

Il premier Sanchez: "Un dovere morale"."Ero straniero e non mi avete accolto", twitta il card. Ravasi. “Mettere in salvo vite è atto di umanità che non può essere oggetto di trattative politiche o dispute tra governi”, scrive in una nota il Centro Astalli dei gesuiti.