Snapchat, il “qui e ora” dei social che non lascia traccia

Secondo un sondaggio di “Business Insider”, l’applicazione più usata dai teenager è un servizio di messaggistica multimediale (testi, foto e video) che ha una caratteristica particolare: i messaggi, dopo un certo numero di secondi, scompaiono. Il “qui e ora” sembra essere diventato il primo (forse unico) comandamento delle giovani generazioni. Se si chiede ad un adolescente di compilare un elenco delle applicazioni preferite sul proprio telefonino, si scopre che Facebook non compare nella lista. Il social network più grande e potente del mondo, per gli adolescenti è già diventato noioso.

Millennials: «Discoteca? No, grazie. È poco social»

Discoteche in declino in Europa. È quanto emerge da una ricerca pubblicata da The Economist secondo cui i "millennials", cioè i giovani nati tra il 1977 e il 1994, preferiscono il divano dell’amico piuttosto che il privé, la musica su Spotify piuttosto che in pista e il drink bevuto in un lounge bar piuttosto che schiacciati contro il bancone. L'esperto Rosina: «La discoteca è un luogo di non-condivisione, di non-socializzazione, non consente di condividere appieno l’esperienza e non lascia spazio ad una fruizione attiva».

Lavorare, dormire, guardare: la nuova vita al tempo del web

L'intrattenimento (televisivo o via computer) occupa ormai, in media, più di 4 ore del nostro tempo quotidiano.Il video-watching, negli Usa, in Europa e in Asia, è il terzo impegno più gravoso della giornata, subito dopo il lavoro e il sonno. Negli Usa un quarto degli intervistati ha dichiarato di passare davanti allo schermo (tv, pc o tablet, ecc.) anche più di sette ore al giorno.

Libera festeggia i suoi vent’anni con gli spaghetti liberati dalla mafia

In molte piazze d’Italia, nello scorso fine settimana, l’associazione fondata da don Luigi Ciotti ha allestito dei gazebo per presentare gli “Spaghettoni Venti Liberi”, prodotti con il grano coltivato sui terreni confiscati alle mafie e gestiti dalle cooperative di “Libera Terra” insieme con i produttori che ne condividono il progetto di riscatto dall’illegalità.

Per i bimbi autistici speranza di relazione dai Google Glass

Catalin Voss è un giovanissimo studente tedesco dell'università americana di Stanford. Geniale e precocissimo, ha brevettato un'applicazione che permette di riconoscere le emozioni tramite le espressioni facciali. L'applicazione funziona con gli occhiali ''computerizzati''. Con altri ricercatori ha preparato un software per dare ai bambini che soffrono di autismo una ''esperienza di apprendimento interattivo''.