11 aprile 1915: aggrappati alla speranza

I cattolici, di cui la Difesa si fa portavoce, restano ostinatamente legati alla “neutralità relativa”. Evitare la guerra, sostengono conti alla mano, vuol dire non gettare il paese in uno spaventoso gorgo di morti, di danni economici e di conseguenti peggioramenti delle condizioni di vita degli strati più poveri della popolazione. Ma se la patria chiama... Acquista la prima pagina dell'11 aprile 1915 in formato digitale ad alta risoluzione nel nostro e-shop. 

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Una badante e la tristezza nel cuore

Sto mese de aprile, un tempo, spalancava la primavera sui campi col so vento tiepido, e el vento de sto mese gaveva la so canson: Vento d’aprile di primavera. Na poesia d’amore somenà nel vento: altro mondo e altre canson. Questo invesse xe el tempo de le badanti: care e bone persone, indispensabili par le necessità del presente.

21 marzo 1915: proibito il pane bianco

“L’Italia e la guerra”, titola la Difesa del 21 marzo 1915, per indicare come si stia infittendo il confronto, e lo scontro, tra interventisti e neutralisti. C’è poi quel trafiletto in apertura di colonna, che annuncia un fatto simbolicamente significativo: la proibizione della produzione e della vendita del pane bianco. Un articolo che trova eco nel numero successivo, dove si invitano agricoltori e piccoli proprietari a seminare tutti i terreni disponibili.Acquista la prima pagina del 14 febbraio 1915 in formato digitale ad alta risoluzione nel nostro e-shop.

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Piccoli ricordi fra tosi de sacrestia

Me ga telefonà un coetaneo, letore de la Difesa par contarme de le robe che ghemo viste insieme a più de otantantani de distansa, in un paese de quel tempo coi so preti, come in tuti i paesi somenà nel verde de le campagne de alora. Discorsi e ricordi sempre soliti e sempre veci a causa del tempo. Ghemo parlà dei tempi de Giacometo, un prete che da le pagine de la Difesa fasèva dotrina in dialeto. 

14 febbraio 1915: la guerra al tempo del carnevale

Il 13 gennaio 1915 l’Italia centrale è stata scossa da una terribile ondata sismica che si abbatte soprattutto sull’Abruzzo, con epicentro nella piana del Fucino, provocando più di 30 mila vittime. E tuttavia è tempo di carnevale, per quanto il suo clima spensierato poco si addica ai tempi bui che si stanno vivendo e ancor più che si profilano all’orizzonte. Acquista la prima pagina del 14 febbraio 1915 in formato digitale ad alta risoluzione nel nostro e-shop.