Le strade, che prendono le parole, possono essere insolite, i ponti linguistici da attraversare altrettanto, in questo caso dall’italiano all’inglese fino alla lingua africana d’origine e ritorno.
Don Fabiano De Nale. Sacerdote di cultura, ma dalla vita semplice e modesta, dagli anni Quaranta in poi è stato parroco della comunità di Bresega di Ponso, dove ha portato istruzione e umanità. Morto il 22 gennaio di 50 anni fa, i parrocchiani lo omaggiano domenica 30
Luigi Baldan – marinaio motorista navale di Sambruson, classe 1917 – si trovava nei Balcani l’8 settembre 1943. Fu catturato dai tedeschi e deportato prima in Germania e poi in Polonia, nel lager di Sackish-Kudowa. Non smise mai di lottare per lasopravvivenza sua e degli altri. In particolare di alcune ragazze ebree. «Perdono quella parte di popolo tedesco – scrive nella premessa al libro sui due anni di prigionia – che in alcuni casi mi dimostrò un po’ di umanità»
«Come mai questo interesse per me?». È sorpreso don Tiziano Sofia che la sua vita possa interessare a qualcuno, come se non avesse fatto nulla di straordinario.
Roberto Crosta. L’arresto cardiaco il 12 settembre. La salvezza grazie alla tenacia del personale del 118. Il coma, la lunga convalescenza tra Piove di Sacco e Padova e infine la vicinanza fortissima della famiglia e delle comunità cristiane
Corridoi umanitari. Gli operatori italiani seguono per anni le famiglie che iniziano in Italia una nuova vita. Ma come vive il milione e mezzo di siriani nell’ex Paese dei cedri? Nei campi le minacce sono continue e c’è chi vive in garage o in case in costruzione
Don Paolo Chiavacci, con il suo pensiero ecologista-teologico elaborato a partire dagli anni Sessanta, ha anticipato contenuti e pensieri ripresi nell’enciclica Laudato si’ di papa Francesco. Un libro racconta la sua vita
Un Natale speciale grazie a un presepio ritrovato. Ha il sapore della favola d’altri tempi quanto accaduto in località Frassanelle, a Rovolon. Qui, circondata da boschi secolari, si erge solinga Villa Papafava che risale al 1500, riportando alla memoria la gloriosa storia di questa blasonata famiglia nobiliare, la cui linea di sangue li vuole discendere diretti dai Carraresi, signori medievali di Padova.