Da pellegrina a volontaria. Giliola Secco, presidente Unitalsi di Padova, fra testimonianza e servizio per i malati a Lourdes

In ogni storia c’è sempre un momento in cui un gesto, un avvenimento o una semplice coincidenza cambiano il corso delle cose. Segni apparentemente casuali che si comprendono solo con il tempo. Ed è la casualità ad avere un ruolo importante nella vita di Giliola Secco che, dopo l’incontro a Međugorje con una volontaria Unitalsi che la invitò a seguirla in un pellegrinaggio a Lourdes, ha intrapreso il cammino per volontari e oggi è presidente della sottosezione Unitalsi di Padova.

Usd Gianesini. Compie 70 anni la gloriosa realtà nata all’ombra del campanile di San Giuseppe nel 1949

L'unione sportiva Gianesini si presenta ai festeggiamenti per il settantesimo compleanno – che viene festeggiato dal 18 maggio al 2 giugno nella parrocchia di San Giuseppe – più in salute che mai, con 170 iscritti di ogni età e una fama sempre più solida di ambiente educativo sano, fedele ai valori fondativi della solidarietà di gruppo, della tolleranza e del rispetto dell’avversario e delle regole.

“Naufraghi senza volto. Dare un nome alle vittime”. La dottoressa che dà un nome ai mille morti della strage di Lampedusa

Una strage: circa mille morti il 18 aprile 2015 nel Mediterraneo fra Lampedusa e la Libia. La stessa del 3 ottobre 2013, catastrofe in cui persero la vita centinaia di eritrei. Identica a tante altre che ancora si ripetono nello stesso braccio di mare.  

Cristina Cattaneo, 55 anni, professoressa di Medicina legale all’Università di Milano, dirige dal 1995 il Laboratorio di Antropologia e Odontologia Forense (Labanof) e su mandato del Commissario straordinario per le persone scomparse del Ministero dell’Interno lavora all’identificazione delle vittime.

Fossò. Quel Cristo scavato che ti scava dentro. Il restauro di un’importante opera d’arte e di fede

Fossò. La comunità veneziana recupera, con un encomiabile sforzo collettivo, un’importante opera d’arte e di fede che appartiene alla sua storia: un crocifisso ligneo policromo “doloroso” della celebre bottega dei Moranzone. Diego Mazzetto, già protagonista del ritrovamento e del recupero di un prezioso dipinto di Alessandro Longhi appartenente alla parrocchia di Fossò, ha coordinato una nuova importante “operazione di salvataggio”.

Hockey in carrozzina. In squadra ci si diverte e… si fanno punti! I campioni di Coco Loco si allenano a Brusegana

La Coco Loco è una squadra di dieci giocatori disabili che pratica il powerchair hockey, l’hockey in carrozzina elettrica. Composta da atleti tra i quindici e i cinquant'anni che si allenano tutte le settimane in una palestra di Brusegana, la Coco Loco partecipa da anni al campionato nazionale di questa disciplina, piazzandosi spesso tra i primi posti. Uno sport nato in Europa, tra i pochi che permette a chi vive in carrozzina di incontrarsi, divertirsi e competere con squadre di altre città.  

A scuola in ospedale. “Aiutiamo i bambini a uscire dall’ospedale, con la mente, la fantasia, lo studio”

Da 45 anni a Padova, nella Clinica pediatrica dell’Azienda ospedaliera di Padova, dove i bambini sono ricoverati per lungo tempo per vari motivi, esiste la scuola in ospedale. L'insegnante indossa un camice, ha la mascherina davanti alla bocca, ma dolcezza, pazienza, passione per il proprio lavoro trapelano ugualmente. Elisabetta Ceretti è in ospedale da 22 anni, insegna alla scuola primaria ed è anche responsabile di plesso. La sua classe ha bambini dalla prima alla quinta, il numero varia, a seconda della terapia, delle condizioni fisiche, della guarigione e purtroppo alle volte il posto resta vuoto perché la malattia è stata più aggressiva e il bambino non ce l'ha fatta a vincerla. Queste insegnanti entrano a far parte delle famiglie che in ospedale vivono 24 ore su 24. Condividono gioie e dolori, aiutano i bambini ad uscire dall’ospedale, con la mente, la fantasia, lo studio e per i genitori sono una valvola di sfogo perché mentre i figli sono a scuola possono prendersi due ore di respiro. 

Una scuola nell’ospedale. Porta normalità, previsione di futuro. «La scuola aiuta a immaginare un dopo…»

Quattro insegnanti alla primaria, 8 docenti alla secondaria di primo grado e 4 figure fisse per la scuola superiore di secondo grado: questo il corpo docenti della scuola in ospedale. Una realtà che a Padova esiste da ben 45 anni. Nefrologia, terapia d’urgenza e chirurgia pediatrica, oncoematologia e trapianti, day hospital oncologico, secondo e terzo piano di pediatria (neuropsichiatria, metabolici, cardiopatici e patologie varie): i reparti che accolgono i bambini della scuola in ospedale. Oggi la scuola è un tutt'uno con la terapia cui sono sottoposti i bambini, un tempo invece il lavoro degli insegnanti era molto difficile, perché si scontrava con la resistenza da parte del personale sanitario infastidito dal dover "inseguire" i bambini per le classi invece di trovarli subito a "disposizione" nei propri lettini.