Crisi Pfizer a Catania: mons. Renna (arcivescovo), “se non si salvaguarda il capitale umano, si perde umanità e idea di sviluppo garanzia per i diritti di tutti”
In una lettera aperta ai lavoratori e ai dirigenti dello stabilimento, mons. Luigi Renna interviene alla vigilia del tavolo al Ministero delle Imprese: «Guardate alle condizioni dell'azienda, che non è in crisi. Ponete in atto tutto quello che potete»
“Esprimo la mia vicinanza a ciascuno di voi in questi giorni in cui vedete messo a repentaglio il vostro impiego. La vostra sicurezza economica ci riguarda tutti, perché è la ricchezza di quel ‘noi’ che è la nostra città e il nostro territorio etneo, nel quale molti di voi sono nati, da cui non sono partiti, in cui forse siete arrivati da altri paesi e città per contribuire alla crescita del bene comune”. Lo scrive l’arcivescovo di Catania, mons. Luigi Renna, in una lettera aperta ai lavoratori, alle lavoratrici e ai dirigenti della Pfizer, nel pieno della situazione di crisi dello stabilimento Pfizer a Catania, che rischia di produrre tagli ai posti di lavoro, e in prossimità del tavolo di confronto al Ministero delle Imprese e del Made in Italy il 22 luglio. “È giusto – prosegue mons. Renna – che voi, con l’aiuto dei sindacati, con il sostegno delle Istituzioni, in uno spirito di dialogo, manifestiate le vostre esigenze perché la Pfizer non chiuda a Catania, una città alla quale questa grande realtà aziendale ha dato e potrà ancora dare tanto, ma dalla quale ha ricevuto anche quel ‘capitale umano’ che siete voi”. Il presule assicura ai lavoratori della Pfizer: “Vi sostengo con la preghiera, vi invito ad affidarvi al dialogo con i dirigenti e alla preghiera in Dio Padre che non fa mancare il pane quotidiano ai suoi figli”. Mons. Renna si rivolge anche ai dirigenti della Pfizer con parole chiare e accorate: “Vi prego di guardare alle condizioni della vostra azienda, che non è in perdita o in crisi come tante altre: forse cerca solo una collocazione che faccia crescere determinati vantaggi”. “Ma ricordate che i vantaggi più grandi – aggiunge l’arcivescovo – vengono quando i diritti si integrano con i doveri, quando sono assicurati da uno Stato che ha a cuore il diritto del lavoro, in un territorio in cui molti hanno ricevuto fiducia da voi quando sono stati assunti, ma hanno dato anch’essi fiducia all’azienda, con la loro professionalità e dedizione”. Infine un appello ai dirigenti: “Voi siete importanti per lo sviluppo di questa parte del Paese! Sapete che le logiche che portano a chiudere un’azienda possono puoi avere una ricaduta ‘a cascata’, perché se non si salvaguarda il capitale umano, che siete anche voi nell’azienda in una posizione apicale, si perde quella umanità e quella idea di sviluppo che è garanzia per i diritti di tutti oggi dei diritti di questi lavoratori, domani dei vostri. Perciò ponete in atto tutto quello che potete! Dio vi benedica!”.