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Csv Vicenza. La generosità delle famiglie. Un intero territorio che accoglie
La generosità delle famiglie. Sono state ventuno le prime ad aprire la porta delle loro case
MosaicoLa generosità delle famiglie. Sono state ventuno le prime ad aprire la porta delle loro case
A volte i numeri delle statistiche raccontano di azioni straordinarie, in questa emergenza ci parlano di 260 persone di 89 nuclei familiari ucraini che si sono affidate ai volontari vicentini, svelano l’impegno di decine e decine associazioni che si sono messe a disposizione e di 25 comuni che hanno dato grande supporto. Non è semplice immaginare di aprire la propria casa a persone sconosciute, anche se fuggono dalla guerra, ma 21 porte di famiglie vicentine sonostate aperte, anzi forse spalancate, per dare rifugio. Si sono unite a questo impegno di accoglienza, oltre alla Fondazione Otb e a Il Ponte Mict odv, anche le parrocchie di Longare e Salcedo, la Scuola delle dame inglesi, la Fondazione Bird e le suore Orsoline di Villa Savardo a Breganze, ma la rete vicentina è stata il tramite anche per vari ricongiungimenti familiari. I cinque viaggi organizzati hanno fatto riabbracciare 35 persone con i propri cari già qui in Italia, non solo in Veneto, ma in varie regioni della nostra penisola. Gli arrivi al centro tamponi di Bassano, gestiti lì per i primi controlli sanitari e per le registrazioni, sono stati momenti di grande emozione per tutti, per chi ha accolto i 140 bambini e ragazzi distraendoli con disegni, colori e sorrisi e per i 118 adulti, madri, zii, nonni che affrontavano questo grande cambiamento. In dieci casi, ancor più delicati, i bambini erano stati affidati a parenti e amici pur di salvarli e in altre situazioni, drammatiche, il genitore appena arrivato ripartiva per tornare in Ucraina con il pullman successivo, pronto a difendere i propri cari e la propria nazione. Questa generosa accoglienza è solo il primo modo di stare vicino a chi sta fuggendo dagli orrori della guerra, l’impegno è di donare un po’ di normalità nell’attesa, che è quello che più desiderano, di tornare nelle proprie case.