Fatti | Dal Municipio al Campanile
Forte connessione con Padova. Il sindaco: «Collaborare con i territori vicini e ragionare in rete sono aspetti essenziali per garantire un’alta qualità dei servizi e dare risposte alle esigenze concrete dei cittadini»
L’impressione che si ha, allontanandosi da Padova lungo via dei Colli e avvicinandosi al territorio euganeo, è di lasciarsi alle spalle solo lentamente la città: anche oltrepassati i confini comunali, infatti, il contesto urbano mantiene ancora per alcuni chilometri le proprie caratteristiche, prima di sfumare nel paesaggio rurale. Anche per questo, buona parte del territorio del Comune di Selvazzano Dentro, che pur presenta aree di campagna, conserva, a tutti gli effetti, tratti spiccatamente cittadini. «Si può leggere anche in questo – sottolinea a proposito il sindaco, Claudio Piron – la forte connessione che lega Selvazzano a Padova, che stiamo cercando di valorizzare sempre più, ad esempio con la realizzazione di una nuova pista ciclabile, in collegamento con Rubano e dunque con il tram, e con l’adesione al bike sharing proposto dalla Città metropolitana. Sono opportunità preziose per migliorare la connessione di Selvazzano con l’area in cui si colloca, in chiave anche autenticamente ecosostenibile».
Quello ambientale è infatti un tema cruciale su cui l’amministrazione ha scelto di investire, promuovendo piani urbanistici che prevedano un uso consapevole del suolo, con interventi di depavimentazione e sicurezza territoriale, oltre che azioni di mitigazione climatica, forestazione urbana e promozione del patrimonio storico-testimoniale diffuso. Di centrale importanza diventa, su questo fronte, la valorizzazione di un edificio dalla grande pregnanza storica e culturale come villa Cesarotti. «Si tratta di un luogo identitario per il nostro comune – spiega il sindaco – che, nel corso del tempo, ha segnato profondamente il territorio: anche per questo oggi assume un’importanza fondamentale non solo sul piano culturale e storico, ma anche sociale e civile, per la sua capacità di parlarci del nostro passato».
Oltre che nel capoluogo, però, la vitalità di Selvazzano si estende anche alle sue frazioni, dove le parrocchie, le associazioni e le cooperative sociali (sono oltre 200 le forme associative e cooperative) garantiscono una valida rete di relazioni con il territorio, forte anche di un ravvicinato dialogo con i servizi di assistenza sociale. «Su questo fronte – aggiunge Piron – è decisiva la collaborazione con i territori vicini, anche in vista della completa attuazione del nuovo Ambito Territoriale Sociale (Ats) Terme Colli, che vede Selvazzano capofila. Avvertiamo infatti come primaria la necessità di ragionare in rete per garantire un’alta qualità dei servizi, coinvolgendo assistenti sociali, educatori, pedagogisti e, naturalmente, le amministrazioni comunali». Un passo avanti, in questa direzione, sarà l’inaugurazione, a breve, della nuova sede dell’Ats, presso l’edificio che sostituisce l’ex distretto socio-sanitario di Tencarola.
Ma l’impegno nel sociale coinvolge anche gli aiuti alle famiglie, con l’aumento dei posti negli asili nido e nelle scuole dell’infanzia e l’introduzione del parametro dell’Isee per il calcolo delle rette, e con il sostegno al Centro per l’affido e la solidarietà familiare, che coordina il lavoro di 16 Comuni nell’accompagnare famiglie in difficoltà.
«Il mondo e la società di oggi – conclude il sindaco – ci pongono sfide impegnative, che coinvolgono tutte le fasce della popolazione e che riusciremo a fronteggiare solo lavorando in rete: tra Comuni, e con le parrocchie, le associazioni, le cooperative e gli enti pubblici, dando risposta alle esigenze concrete dei cittadini».
I parroci: «Il nostro lavorare insieme è prezioso, su più fronti, dalla carità alle iniziative pastorali alla vita scolastica. Nelle parrocchie si vive una bella ricchezza di fede»
Sono ben quattro le parrocchie radicate nel territorio di Selvazzano Dentro: Caselle, Selvazzano, Tencarola e San Domenico. E l’origine antica delle prime tre (databile poco dopo l’anno Mille; più recente, invece, la nascita del quartiere di San Domenico, della seconda metà del secolo scorso), dà in parte ragione delle specificità sociali, civili ed ecclesiali di ogni comunità, ciascuna capace di esprimere un autentico senso di identità e riconoscimento.
«Anche per questo – motiva don Luciano Danese, parroco di Tencarola – il nostro lavorare insieme è prezioso, perché, pur valorizzando le nostre relazioni e le nostre proposte pastorali, non ci impedisce di preservare le ricchezze proprie di ciascuna parrocchia». Un primo significativo ambito di condivisione è la carità, che vede dialogare le comunità della più ampia collaborazione pastorale di Selvazzano e che fornisce sostegno e supporto fondamentali alla popolazione del territorio, grazie alle diffuse sedi di distribuzione di viveri, vestiario e beni di prima necessità, e alla presenza attiva del Centro di ascolto.
«La carità – sottolinea don Luigi Bonetto, parroco di San Domenico – è una delle attenzioni cristiane che toccano più da vicino le persone, e su questo fronte le nostre parrocchie non si sono mai tirate indietro: anche in periodi più difficili, come gli anni della pandemia, le comunità sono sempre riuscite a dimostrare un profondo senso di amore fraterno e caritatevole. E ancora oggi riusciamo a coinvolgere molti parrocchiani nel servizio, anche i più piccoli, che, insieme ai propri catechisti e accompagnatori, si mettono in più occasioni a disposizione per la raccolta porta a porta dei beni da destinare alla carità».
È anche questa iniziativa un modo per accompagnare bambini, ragazzi e giovani alla scoperta di una fede viva e capace di trasformare davvero la vita delle persone, inserendosi in un quadro di proposte educative e formative ricco e vario, in ogni parrocchia: «Oltre ai percorsi annuali e alle attività estive – afferma a questo proposito don Luca Nucibella, parroco di Caselle – sono realtà particolarmente significative le tre scuole dell’infanzia parrocchiali di Caselle, San Domenico e Selvazzano: presenze preziose e molto sentite nei nostri territori, che permettono anche di stringere legami ravvicinati con le famiglie e con il personale educativo». La vita scolastica offre, d’altra parte, una prima vera e genuina occasione, per i bambini, di inserirsi nella comunità, obiettivo a cui concorrono, oltre alle iniziative pastorali, anche le proposte del Gruppo sportivo San Domenico e della società calcistica Medoacus, a Selvazzano.
«Il sostrato da cui germogliano tutte le nostre iniziative – spiega però don Massimo Sbicego, amministratore parrocchiale di Selvazzano – è la ricchezza della vita di fede che si vive nelle nostre parrocchie. La nostra finalità prima e ultima rimane l’accompagnamento dei fedeli all’incontro con il Signore, che si realizza nell’educazione catechistica e nelle attività formative e spirituali dei gruppi, oltre che nella preghiera comunitaria e nella celebrazione eucaristica domenicale».
Anche quella della spiritualità è una dimensione che le comunità si impegnano sempre più a condividere, ad esempio con le proposte delle lodi della collaborazione pastorale, nei sabati di Quaresima, e della Via Crucis interparrocchiale: occasioni preziose per camminare insieme nella fede e sperimentare la gioia della fraternità.
La storia del territorio affonda le radici nei secoli della tarda età del Bronzo. L’origine del toponimo è ricondotta al nome personale latino Salvitius (o Salvicius), poi diventato Salvitianus, indicante un fondo agricolo appartenente a tale proprietario.