Fatti | Dal Municipio al Campanile
Forte senso di appartenenza. Il sindaco: «Una modesta realtà dell’Alta Padovana, ma piena di risorse. Vorrei che riuscissimo a sentirci parte di un unico progetto: quello di far crescere il nostro paese»
«Santa Giustina in Colle è una modesta realtà del territorio dell’Alta, ma piena di risorse e talenti. Una comunità unita e coesa, nella quale il volontariato, l’associazionismo e la collaborazione rappresentano da sempre una forza preziosa. È da questa identità che nasce la fiducia per affrontare le sfide del futuro e costruire un paese sempre più bello, inclusivo e ricco di opportunità per i nostri giovani».
È questa l’immagine di Santa Giustina in Colle tracciata dal sindaco Moreno Giacomazzi. Un paese che mantiene salde le proprie radici e si confronta con una società in continua trasformazione.
«Le amministrazioni locali sono chiamate a rinnovarsi, ad adattarsi ai cambiamenti della società e a offrire risposte sempre più efficaci e al passo con i tempi». Sul fronte delle opere pubbliche, tra le più significative c’è la riqualificazione del centro del capoluogo: «Il centro di un paese non è soltanto uno spazio urbano: è il cuore della comunità, il luogo in cui ci si incontra, si condividono momenti di socialità e si costruiscono relazioni». Dopo anni di attesa, l’intervento ha affrontato le criticità della viabilità e migliorato la sicurezza di pedoni e ciclisti, restituendo «uno spazio più bello, sicuro e funzionale, capace di valorizzare l’identità del paese e di essere un punto di riferimento per cittadini, famiglie e attività economiche».
Un altro intervento riguarda la sicurezza stradale: è stata completata la messa in sicurezza dell’incrocio tra via Commerciale e via Roara, con il completamento della pista ciclabile. Oggi il collegamento permette di pedalare in sicurezza dai confini di Camposampiero fino a San Martino di Lupari. «La sicurezza stradale è una delle nostre priorità», sottolinea il sindaco, ricordando però come la sicurezza riguardi anche la cura complessiva del territorio. «In un’area ricca e articolata come la nostra dobbiamo prestare sempre maggiore attenzione anche all’assetto idrogeologico». Prosegue così l’attività di manutenzione e monitoraggio, con interventi diffusi sul patrimonio pubblico.
Importante anche l’investimento nello sport, con l’ampliamento degli spogliatoi degli impianti di Fratte, inaugurati di recente. Tra le infrastrutture che uniscono mobilità sostenibile e valorizzazione ambientale c’è la pista ciclabile del Tergola. «È molto apprezzata e frequentata e offre ai cittadini uno spazio sicuro per la mobilità sostenibile e il tempo libero». Accanto alle opere c’è il lavoro della squadra amministrativa, che il sindaco rivendica con orgoglio: «Una squadra che cresce costantemente, lavora con passione e mette al centro le persone». Particolare attenzione è rivolta a giovani, famiglie e bambini, con i centri estivi e le iniziative ricreative, educative e di supporto alla genitorialità.
«Santa Giustina ha nel proprio dna un forte senso di appartenenza. Il mio sogno è che questo sentirci parte di una comunità ci faccia diventare sempre più protagonisti. Al di là delle appartenenze politiche, dei ruoli e delle diverse sensibilità, vorrei che riuscissimo a sentirci parte di un unico progetto: quello di far crescere il nostro paese. Vorrei un patto di comunità nel quale tutti possano dare il proprio contributo, mettendo a disposizione idee, competenze ed energie. Un impegno comune per progettare nuovi servizi, promuovere iniziative, rispondere ai bisogni delle persone e dare concretezza anche ai sogni».
Il parroco: «Una realtà vivace, partecipe, capace di custodire le proprie radici senza chiudersi. Tanti i giovani coinvolti e presenti e ricca la rete del volontariato»
«S anta Giustina è come una pianta dalle radici profonde e solide: affonda nella tradizione, nella storia e in una fede trasmessa nel tempo, ma allo stesso tempo guarda al futuro, soprattutto attraverso i giovani, e mantiene un legame forte con il territorio». È questa l’immagine scelta dal parroco don Claudio Bortignon per raccontare la comunità di Santa Giustina in Colle, che nell’ottobre 2016 lo ha accolto alla guida della parrocchia e che oggi si prepara a vivere un ottobre particolarmente significativo.
Un decennio durante il quale don Claudio ha incontrato «una realtà vivace, partecipe, capace di custodire le proprie radici senza chiudersi al nuovo». Radici che affondano molto indietro nel tempo: Santa Giustina è una delle pievi originarie del primo insediamento, una comunità dalla storia antica che porta il nome della patrona della città e della Diocesi di Padova e che ha costruito nei secoli una forte identità attorno alla fede e alle tradizioni.
Radici profonde e rami che guardano avanti. A partire dai più giovani, protagonisti della vita parrocchiale. Accanto ai percorsi dell’iniziazione cristiana per i bambini delle primarie, il cammino di fraternità, dedicato al gruppo dei ragazzi delle medie e nato all’interno della comunità grazie alla collaborazione tra i giovani animatori di Azione cattolica e gli adulti accompagnatori.
«È una realtà che ci dà molta soddisfazione – racconta il parroco – perché coinvolge la quasi totalità dei ragazzi delle medie e mette insieme generazioni diverse». L’Azione cattolica prosegue poi il cammino con i gruppi dalle medie fino alla quinta superiore. Importante anche la presenza degli scout del gruppo Santa Giustina in Colle 1.
L’estate 2026 ha confermato questa vivacità. Sono stati sei i campi organizzati dall’Azione cattolica: dai tradizionali campi in montagna alle esperienze per le superiori. Per i ragazzi di prima superiore il viaggio ha toccato Assisi e Bastia Umbra, nell’anno dedicato a san Francesco; quelli di seconda hanno affrontato un cammino da Mantova a Reggio Emilia, mentre i ragazzi di terza e quarta superiore hanno vissuto un’esperienza a Genova, con un servizio alla Caritas diocesana.
Tra le novità dell’anno c’è poi il ritorno del grest, dopo un anno di sospensione. Una ripartenza con particolare attenzione alla formazione degli animatori: novanta, per accompagnare i 162 ragazzi che hanno partecipato all’esperienza nella prima settimana di settembre.
La vita della comunità non si esaurisce nei giovani. È ricca la rete del volontariato: dal gruppo di anziani che si ritrova il venerdì mattina e conclude la giornata con il pranzo insieme, ai numerosi volontari del circolo Noi, che tengono aperto il patronato, e il mercatino equo solidale, rendendolo luogo di incontro per tutti. Un’attenzione particolare è stata dedicata anche alla formazione degli adulti con “Via, verità, vita”, percorso di scoperta e riscoperta della fede. «È un cammino durato tre anni, iniziato prima del Covid e quindi sospeso. Abbiamo però voluto portarlo a compimento». A fare da ponte tra passato e futuro c’è anche la chiesa, interessata da un importante intervento di restauro. I lavori, iniziati il 22 settembre 2025, si sono conclusi tra giugno e luglio 2026. «Un intervento possibile grazie alla generosità di tante persone: senza il loro aiuto non avremmo potuto fare nulla».
«La collaborazione con le associazioni è fondamentale – conclude il parroco – perché una parrocchia non vive isolata, ma dentro una comunità più ampia».
Il 27 aprile 1945 fu teatro di una strage compiuta da militari tedeschi. Costò la vita a ventiquattro tra civili e partigiani del Comune e di quelli limitrofi, compresi i due sacerdoti della parrocchia. Per questo massacro ricevette la medaglia d’argento al merito civile.