Colli Euganei. Riapre villa Beatrice d’Este, spazio alla multimedialità
Sulla cima del monte Gemola, il complesso della Provincia di Padova si presenta rinnovato con un percorso multimediale dedicato alla storia del sito e al patrimonio dei Colli Euganei, riserva della Biosfera Unesco. La riapertura coincide con l'ottavo centenario della morte della beata Beatrice d'Este, la monaca benedettina che diede il nome al monastero. Il progetto, curato da Ett spa e realizzato con il contributo di Fondazione Cariparo, alterna sale tematiche, realtà virtuale e proiezioni emozionali. Aperto nei fine settimana, ingresso gratuito fino a giugno per i residenti in provincia di Padova.
Ha riaperto a maggio Villa Beatrice d’Este, il complesso della Provincia di Padova che si trova sulla cima del monte Gemola, in comune di Baone: ad accogliere i visitatori c’è oggi un nuovo allestimento museale che valorizza sia la storia del sito quanto il comprensorio dei Colli Euganei, divenuto patrimonio Mab Unesco Riserva della Biosfera. L’intervento riveste anche il significato di omaggio alla beata Beatrice, la nobildonna e monaca benedettina che restaurò e abitò il monastero cui ha dato il nome, e di cui ricorre l’ottavo centenario della morte, avvenuta nel 1226. Il complesso monumentale oggi visibile risale in realtà alla seconda metà del Seicento, quando il mercante veneziano Francesco Ruberti trasformò l’antico convento in residenza. L’attuale intervento si è concentrato sulla villa, già adibita a museo naturalistico dedicato alla flora, alla fauna e alla geologia degli Euganei. L’esposizione è stata del tutto rinnovata con largo spazio alla multimedialità. Il progetto di riqualificazione, curato da Ett spa, industria digitale e creativa internazionale che fa parte del gruppo Deda, e realizzato dalla Provincia di Padova con il contributo di Fondazione Cariparo, ha inteso trasformare l’edificio in un centro esperienziale d’avanguardia per la valorizzazione del territorio e del patrimonio culturale degli Euganei. L’intervento si fonda sull’equilibrio tra rinnovo tecnologico e valorizzazione architettonica: il percorso si articola in diverse sale tematiche, ognuna caratterizzata da specifiche soluzioni tecnologiche. Si va dalla sala naturalistica a quella che fa memoria del luogo, dalle postazioni di realtà virtuale all’approfondimento letterario fino all’immersione nei paesaggi collinari grazie a proiezioni emozionali sulle pareti. A gestire il sito museale è la cooperativa Scatola Cultura. L’apertura è nei fine settimana dalle 10 alle 18 (con biglietto di ingresso). Fino a tutto giugno i residenti in provincia di Padova entrano gratis.