Hanno trovato sede nei rinnovati ambienti di palazzo Contarini, in via San Massimo 33, nel recente passato noti come Collegio Morgagni, i nuovi spazi del Centro di Ateneo Padova Neuroscience Center (Pnc) del Dipartimento di Neuroscienze e del Centro di Ateneo Servizi clinici universitari psicologici. Lo stabile è ora stato rinominato “Complesso Michiel Contarini”.
Il palazzo nobiliare, dalla struttura a portico passante di tipico impianto veneziano associata alla tradizione padovana dei portici su strada, fu edificato tra il 1558 e il 1561 dal proto Andrea Moroni, artefice anche del Cortile antico del palazzo del Bo, per i fratelli Giovanni Alvise e Fantin Michiel. Alla loro morte, mancando discendenti diretti, l’edificio passò ai figli della sorella Marina, andata in sposa ad Alessandro Contarini, e fu quindi ceduto al ricco mercante Agostino Fonseca, di origini portoghesi. Nel 1875 divenne proprietà del Comune di Padova, che lo destinò alla Scuola d’applicazione per gli Ingegneri, quindi ad asilo infantile. Dopo anni di disuso, nel 1961 fu donato all’Università, che vi fece realizzare dall’ingegner Giulio Brunetta un fabbricato per ospitare il collegio universitario intitolato a Gian Battista Morgagni.
Oggetto dell’attuale intervento è stata proprio la parte della ex residenza realizzata da Brunetta, che si sviluppa su quattro piani. La dismissione della funzione residenziale del collegio e il trasferimento degli studenti in altra sede ha reso possibile una ristrutturazione e riconversione completa degli spazi, destinandoli a uffici, ambulatori e laboratori a servizio dell’Università. Si è provveduto quindi ad adeguare l’edificio in particolare in materia di sicurezza sismica, prevenzione incendi, accessibilità e requisiti energetici e igienico-sanitari.
Il progetto risponde inoltre all’esigenza di dotare l’ateneo di nuovi spazi funzionali per servizi di supporto, in particolare nell’ambito dell’assistenza psicologica e delle attività dipartimentali. In quest’ottica, nel Centro ha trovato sede la prima facility italiana di magnetoencefalografia, con magnetometri a pompa ottica (OPM-MEG), una tecnologia avanzata per comprendere come gli oltre 80 miliardi di neuroni del cervello comunichino in tempo reale tra loro nei processi cognitivi e nelle malattie (vedi foto sopra).
L’intervento agli ambienti del palazzo rappresenta un’importante occasione di riqualificazione di uno tra i più interessanti patrimoni architettonici universitari, ribadendo il ruolo dell’ateneo nel rinnovare e riqualificare spazi cittadini attraverso il recupero del già costruito e la promozione di nuove architetture, in un dialogo tra antico e moderno nel segno della sostenibilità. Il costo complessivo dell’opera è stato di circa 8,3 milioni di euro, cofinanziati per 4,7 milioni dal MUR (DM 1274/2021 programma A).