Un patrimonio culturale comune: il Polo delle biblioteche
Il progetto, firmato dall'architetto Michele De Lucchi e dallo studio AMDL Circle, riunirà l'Archivio storico diocesano e la Biblioteca capitolare nella chiesa cinquecentesca, attraverso una "macchina architettonica" su tre livelli costruita a secco e reversibile. Lavori da 7,1 milioni di euro complessivi, sostenuti dal Ministero della Cultura, dalla Fondazione Cariparo e dalla Diocesi, con una campagna di fundraising dedicata. Completamento previsto nel 2027.
Prende forma nella chiesa di Santa Maria in Vanzo il “Polo delle biblioteche della Chiesa di Padova”, l’importante intervento che riunirà l’Archivio storico diocesano e la Biblioteca capitolare secondo il progetto redatto dallo studio AMDL Circle e dal suo fondatore, l’architetto Michele De Lucchi (vedi rendering nella foto). La complessa opera di «architettura nell’architettura», come l’ha definita lo stesso De Lucchi, dovrebbe completarsi nel 2027: stanno nel frattempo procedendo i lavori preliminari, che prevedono alcuni restauri conservativi alla chiesa cinquecentesca nonché opere di consolidamento. Per queste ultime si tratta in particolare del miglioramento sismico delle strutture di copertura, finanziato con un milione di euro da parte del Ministero della cultura – Direzione generale sicurezza del patrimonio culturale (fondi del Pnrr –1 M1 C3 – Investimento 2.4 – Sicurezza sismica nei luoghi di culto). Questa parte dei lavori sarà terminata entro il prossimo mese di giugno. In seguito al completamento di questa fase di opere potranno partire il restauro delle superfici parietali esterne della chiesa di Santa Maria in Vanzo e il restauro conservativo degli interni. Si prevede anche la rimozione dell’attuale pavimento novecentesco del presbiterio. In contemporanea, procede la realizzazione della “macchina architettonica” ideata da AMDL Circle e da De Lucchi: una struttura che verrà prima costruita in laboratorio, e solo successivamente sarà assemblata all’interno dell’edificio sacro. Dentro l’involucro storico si inserirà infatti un «sistema indipendente che abita la navata, attivando nuove relazioni spaziali e visive». La chiesa resterà tuttavia percepibile nella sua unità; inoltre, la soluzione adottata garantirà la reversibilità dell’intervento senza alterare la fabbrica storica. La nuova biblioteca si svilupperà su tre livelli, rappresentando simbolicamente un percorso di nobilitazione e conoscenza. La struttura sarà concretamente realizzata a secco, con telaio in acciaio e solai in legno, e verrà assemblata senza l’utilizzo di cemento o di collanti fluidi, direttamente in appoggio sul pavimento della chiesa. Il progetto vede interventi per 7,1 milioni di euro complessivi, comprendenti anche il primo stralcio di lavori che sta interessando ora la chiesa. Oltre al citato finanziamento ministeriale per i restauri, a sostenere il progetto del Polo delle biblioteche della Chiesa di Padova partecipa la Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, che ha già stanziato 2,5 milioni di euro. Per giungere a copertura dell’intera operazione di valorizzazione del patrimonio architettonico e culturale che interessa questo sito, la Diocesi di Padova, oltre a destinare alcuni fondi propri, ha attivato una campagna di fundraising tramite il proprio ramo del Terzo settore, costituito appositamente a fine 2025 per favorire donazioni che possano godere di agevolazioni fiscali. È dedicato proprio all’ambito dei beni culturali, nella consapevolezza che il patrimonio culturale e librario conservato sia patrimonio comune. Qui, infatti, troveranno nuovo spazio e nuova vita l’Archivio storico diocesano (con oltre mille metri lineari di documenti e cinquemila di pergamene) e la Biblioteca capitolare (con il patrimonio di oltre 500 codici, 435 incunaboli e circa 12 mila libri antichi) precedentemente ospitati in una parte del Palazzo vescovile.
Si valorizza uno dei “volti” della Chiesa
Il “Polo delle biblioteche della Chiesa di Padova” rientra nella riorganizzazione, ottimizzazione e valorizzazione del patrimonio culturale e architettonico diocesano: è uno dei segni che esprimono il volto della Chiesa padovana elencato dal vescovo, mons. Claudio Cipolla, nella lettera post sinodale “Ripartiamo da Cana”.