È stata restaurata la chiesetta della Madonna della Neve, detta anche di San Zeno, di antica origine, che sorge lungo l’Adige. Dopo anni di incuria, i restauri si sono conclusi e sono stati inaugurati a giugno con grande concorso di fedeli. «Questo luogo santo ritorni a essere santo» chiede il parroco don Mischiati
È stato inaugurato il 20 giugno scorso, con grande concorso di fedeli e la presenza del vescovo Claudio Cipolla, il restauro dell’antica chiesetta di San Zeno, lungo l’Adige a Castelbaldo. L’esistenza della chiesa campestre è attestata già nel 1696 e si sa che aveva un annesso cimitero per i morti di peste e gli annegati: le sue murature romaniche parlano però di un più antico passato. Nel 1776 fu ampliata e intitolata a Santa Maria della Neve, ma ancora oggi è detta di San Zeno. Sorge isolata nei pressi di un attracco fluviale, vicino ai resti di quello che forse era un convento di monaci predicatori. All’interno, l’altare della Vergine è inserito in un contesto tardo barocco, e presenta al centro la statua della Madonna; la piccola aula è coperta dalle capriate della settecentesca sopraelevazione. La facciata ha quattro lesene a sorreggere il frontale triangolare con al centro un rosone circolare. Il campanile a pianta quadrata ha sommità a cipolla; una costruzione in laterizio un tempo era la piccola canonica. L’intervento di restauro, eseguito dalla ditta Borin comm. Dino & Figlio di Arquà Petrarca, è consistito nel consolidamento del presbiterio, con sostegno alla parte bassa del muro coinvolta da cedimenti della base, e della sacrestia; tutte le fondazioni hanno beneficiato di un cordolo in cemento armato lungo il perimetro e sotto l’imposta dei muri, con un sistema di drenaggio e aerazione del sottosuolo. Messo in sicurezza l’apparato murario, si è potuto intervenire sui paramenti a vista e su quello con lacerti di intonaco storico. Sulle superfici consolidate e ripulite si è proceduto con la ripresa delle finiture a base di calce e leggere velature, per terminare con trattamenti biocidi e idrorepellenti. Anche le superfici esterne in cotto sono state ripulite e trattate. «Quello che abbiamo compiuto – ha detto il parroco di Castelbaldo, don Lorenzo Mischiati – è stata una riparazione dopo anni di incuria e depredazione, perché la sacralità dei nostri padri nella fede fosse preservata. Questo luogo santo, la Madonna della Neve, ritorni a essere santo. Grazie agli umili, al popolo di Dio generoso, che con me si è rimboccato le maniche, ha creduto nel valore e nella forza della comunità cristiana».
Il restauro con fondi propri e Pnrr
L’antica chiesa della Madonna della Neve (o di San Zeno)è stata restaurata per l’80 per cento grazie a fondi Pnrr e per il resto con risorse proprie della parrocchia di Castelbaldo.