La villa acquisita dall’Istituto diocesano per il sostentamento del clero della Chiesa di Padova (Idsc Padova) a Luvigliano di Torreglia per farne il centro di una tenuta vitivinicola, villa Maggioni, è stata di recente oggetto di un attento restauro conservativo per renderla fruibile per l’attività agricola e per eventi.
L’edificio sorge alle pendici del monte Sengiari e ricade all’interno del Parco regionale dei Colli Euganei. È il cuore di una tenuta di circa 12 ettari, in un ambito di transizione tra la pianura e il versante collinare: il declivio del terreno aumenta progressivamente in prossimità del vicino rilievo, trasformandosi nella porzione più elevata in una successione di terrazzamenti. Qui la struttura del paesaggio produttivo si integra con l’ambiente costruito, creando una relazione continua tra le attività agricole e il paesaggio naturale, senza soluzione di continuità percettiva.
Il complesso è costituito da due edifici indipendenti, la villa e gli annessi rustici, e possiede un ampio scoperto alberato, organizzato a giardino. L’impianto architettonico originario differisce in parte rispetto all’assetto attuale: il catasto austriaco del 1845 riporta dimensioni inferiori e una planimetria a “L” e l’originario tracciato del viale di accesso, oggi da via Ferruzzi, era posizionato in corrispondenza degli annessi agricoli anziché della villa, come è oggi. In tale periodo la tenuta apparteneva al nobile Pietro Gorgo, passò poi a Vincenzo Biaggini: nel 1853 sono documentabili i primi interventi di ampliamento, con la realizzazione del portico sulla facciata degli annessi rustici e l’ampliamento della villa alle dimensioni attuali. La proprietà passò poi alle famiglie Maggioni prima e, in seguito, Mioni, che intorno al 1970 realizzò la cantina contro monte e un deposito per attrezzi agricoli.
La villa si presenta come un fabbricato di forma rettangolare, articolato su tre piani fuori terra e un sottotetto. Le facciate hanno finestre architravate e sono dotate di cornici. La pianta è semplice ed equilibrata nelle proporzioni e nel rapporto tra pieni e vuoti, la copertura ha struttura a padiglione. Il progetto di recupero della villa ha avuto come principale obiettivo la rivitalizzazione degli ambienti, nel rispetto dell’impianto architettonico e delle finiture originarie. Sono stati rimossi gli elementi introdotti durante l’ultima ristrutturazione, risalente agli anni Settanta, con particolare riferimento alle opere e alle finiture a base cementizia. Sono stati quindi riproposti materiali e finiture riconducibili alla tradizione costruttiva veneta, quali il terrazzo alla veneziana, gli intonaci con finitura a marmorino e la valorizzazione delle murature in conci di pietra naturale. Anche le facciate sono state oggetto di un recupero della loro originaria armonia architettonica, con intonaci a base di calce naturale rasata e il restauro conservativo delle cornici in pietra tenera. È stata inoltre completamente rinnovata l’impiantistica.
Nell’ambito dell’intervento è previsto il recupero degli annessi agricoli a servizio della villa, funzionali all’attività agricola. Il progetto prevede il recupero e la ristrutturazione degli spazi esistenti, destinandoli alla realizzazione di una cantina/bottaia per l’affinamento del vino e di un punto vendita dotato di spazi adeguati alla degustazione.
Villa Maggioni a Luvigliano è catalogata all’interno del Catalogo delle Ville Venete (n. 3780, Ctr. 147 NO – PD 553), a testimonianza del riconosciuto interesse storico e culturale del complesso ottocentesco.