All’origine dell’erezione del santuario di Piove di Sacco vi è la leggenda del duello tra due fratelli per la proprietà di un’immagine della Madonna: una contesa arrestata dalla sorpresa per un bimbo di un anno che iniziò a parlare, per conto della Vergine, chiedendo di affidare il dipinto a una cappella poco lontana. La devozione per l’immagine miracolosa crebbe a tal punto che fu eretta una nuova chiesa. Al santuario è legata anche la liberazione di Piove di Sacco dalla peste del 1631 a seguito di una processione: da allora ogni anno il 6 di maggio si tiene la “Festa del voto”. La chiesa fu eretta a partire dal 1484, in cotto; la facciata con il pronao, del Tessari, è in pietra (1861). Sulla sommità campeggiano tre statue in pietra (Madonna col Bambino e i santi Pietro e Paolo) di Stefano Baschierato (1985). All’interno, nella navatella minore si trova la splendida Madonna col Bambino (1478 circa) attribuita a Giovanni Bellini, incorniciata da una composizione in marmo di Amleto Sartori (1947). Da citare anche tre dipinti seicenteschi che illustrano gli eventi legati al santuario e un’Annunciazione (1649) di scuola veneta. L’altare maggiore è in legno dorato e intagliato (secolo 17°). Nella cappellina invernale si trovano altre opere tra cui un frammento di tavola con San Giovanni Evangelista e sant’Antonio, attribuito ad Angelo di Bartolomeo detto Lo Zotto (secolo 15°). Il viale è costellato da venti edicole marmoree con i Misteri del Rosario, opere di Giuseppe Giordani (1958-59) e Lucio Zatti (2008).