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Domenica 24 maggio, il parco di villa Fabris a Thiene si trasformerà in un laboratorio di fraternità per la 17a Festa dei popoli. Quest’anno l’evento sarà un ritorno alle origini. Il titolo “Facciamo rifiorire…” invita ciascuno a completare la frase con il proprio impegno per il bene comune. «Abbiamo sentito il bisogno di spogliare l’evento del superfluo per tornare ai valori fondanti: come accoglienza, dialogo e solidarietà» spiegano i volontari organizzatori.
Oltre alla consueta sfilata per le vie del centro storico, agli spettacoli con balli e canti tradizionali, tra le novità dell’anno c’è la Tenda Agorà, spazio dedicato all’ascolto di fiabe dal mondo e al rito del tè, del mate e del kompot. L’evento, plastic-free e analcolico, sarà preceduto, per il ciclo “I colori delle donne”, martedì 19 maggio (ore 20.45, in auditorium Fonato) dall’incontro “Donne e Africa, tra realtà e pregiudizio”, con Paola Crestani (Amref) e l’attivista Jasmina El Shouraki, per guardare al continente oltre i pregiudizi.
«La Festa dei Popoli è un giorno di divertimento e una ricarica incredibile per l’anima» spiega Zahir Selimbasic (62 anni, origini bosniache e una vita da metalmeccanico a Thiene). Da oltre dieci anni, durante la festa collabora con lo staff-sicurezza, inizialmente faceva parte della commissione organizzatrice. Il suo impegno nel sociale affonda le radici negli anni trascorsi all’interno del Consiglio di integrazione, dove offriva supporto nell’iter dei permessi di soggiorno. «Partecipare a questa giornata significa avere la possibilità di farci conoscere dai concittadini così da essere rispettati e accettati – racconta – è l’occasione per esprimerci e mostrare le nostre radici». Zahir lancia anche un appello ai giovani e alle seconde generazioni come i suoi figli: «Siano loro il vero motore per abbattere gli stereotipi».
Mentre si prepara a passare il testimone alle nuove leve, Zahir non dimentica il lavoro immenso dei volontari «la festa dura un giorno, ma la dedizione di chi la rende possibile dura un anno intero». Per lui, il senso di tutto sta in una parola: pace. «Tra bandiere e abiti tipici, quel giorno siamo tutti uguali. Se lo siamo per un giorno, possiamo esserlo per tutto l’anno».
Slavka Krumpelova, originaria della Slovacchia, vive in Italia da ventisette anni «lavoro nel campo amministrativo e delle traduzioni. Da sempre faccio volontariato leggendo letture bilingui per bambini. Dal 2010 mi è stato chiesto di rappresentare il mio Paese alla Festa del popoli ed è stato meraviglioso condividere le nostre specialità tradizionali». Dal 2019, Slavka fa parte dello staff organizzativo, coordina le nazioni, gestisce i contatti, accoglie i visitatori. Per lei questo evento è molto più di un incontro: è un’occasione di formazione permanente alla pace e all’integrazione. «In un solo giorno si può vedere il mondo intero riunito nel parco di villa Fabris, con comunità fiere di valorizzare la propria identità e le proprie origini. Inoltre si crea un forte rispetto reciproco». Per descrivere questa realtà, usa una metafora suggestiva «sembra un grande prato di fiori diversi, dove ognuno fiorisce con il proprio colore e profumo, ma insieme creano una bellezza unica». A chi guarda ancora con diffidenza alla diversità, Slavka lancia un caloroso invito: «Venite il 24 maggio dalle 11 a Thiene e scoprirete quanto l’incontro tra i popoli possa essere entusiasmante e contagioso».
Il programma della giornata prevede alle 11 la sfilata per le vie del centro storico, alle 12.30 apertura stand di Paesi e associazioni. C’è un’area pic nic libera oppure possibilità di mangiare al chiosco Sanga-bar Engim; nel pomeriggio spettacoli dal mondo, Tenda Agorà e poi alle 18.30 Happy hour analcolico offerto da Acat Valori nuovi. Alle 19 estrazione lotteria.