Frana a Niscemi: mons. Gisana (Piazza Armerina), “terreni edificabili o case dismesse siano venduti o affittati a prezzi modici”
Nella lettera aperta ai fedeli del vicariato, mons. Rosario Gisana, vescovo di Piazza Armerina, torna sulla frana del 25 gennaio scorso: «Non possiamo dimenticare o sottacere la giusta e necessaria solidarietà». La proposta concreta ai proprietari di terreni edificabili o case dismesse: venderli o affittarli «con prezzi modici», senza approfittare della circostanza. «Sarebbe un segno di testimonianza evangelica davvero straordinario». L'appello a imparare «dall'amore di Gesù a rinunciare ai nostri interessi, venendo incontro a quelli altrui in condizione di bisogno».
“Non possiamo adesso dimenticare o sottacere la giusta e necessaria solidarietà”. Lo afferma mons. Rosario Gisana, vescovo di Piazza Armerina, nella lettera aperta “Destiamo le nostre coscienze” rivolta ai “fratelli e sorelle del vicariato di Niscemi”, dopo la frana del 25 gennaio: “L’esperienza amara della frana, che ha colpito molte nostre famiglie, in particolare alcune lasciandole sul lastrico, non può essere trascurata, o peggio ancora dimenticata”. “Condividere ciò che possediamo è un dovere cristiano”, scrive il vescovo, per il quale “la certezza però di una solidarietà, concreta e realistica, che venga incontro alle loro esigenze, non ha altra fonte, oltre alla benevolenza di Dio, che la nostra vicinanza”. Mons. Gisana indica anche una forma concreta di aiuto: “Coloro che possiedono terreni edificabili o case dismesse, data l’emergenza, potrebbero venderli o affittarli, non approfittando della circostanza e soprattutto venendo incontro ai loro bisogni con prezzi modici”. “Sarebbe un segno di testimonianza evangelica davvero straordinario”, aggiunge: “L’appartenenza a Niscemi, nella forma più matura possibile, si coglie dal modo come la rispettiamo e dai gesti che compiamo per i nostri concittadini”. Per il vescovo, “è necessario che impariamo dall’amore di Gesù a rinunciare ai nostri interessi, venendo incontro a quelli altrui in condizione di bisogno”.