Fatti
Il Padova conquista la prima vittoria casalinga di questo campionato, ma ha dovuto saper soffrire di fronte a una squadra che a tratti, per quel che riguarda il possesso palla, si è dimostrata superiore senza però riuscire a concretizzare. Brava la squadra di Calabro ad attutire i tentativi dell’Ascoli, formazione che ha tutte le carte in regola per salvarsi, e bravo lo stesso allenatore con i cambi con Caprari e Galazzi si sono rivelati determinanti.
Lo aveva annunciato alla vigilia mister Calabro che ci sarebbero potute essere delle novità nell’undici iniziale, e così è stato: le variazioni riguardano soprattutto il centrocampo e la coppia d’attacco. Sorrentino in porta; Dellavalle, Lovato e Pastina in difesa; sugli esterni di centrocampo Carissoni a destra e Di Mariano a sinistra, preferito a Cocchi; in mezzo Zuelli in cabina di regia, affiancato da Pompetti e Varas a completare la linea a tre (a sorpresa Fusi resta inizialmente fuori). In attacco si accomoda invece in panchina Caprari, fino a ora sempre utilizzato dal primo minuto, e al suo posto gioca Lasagna, con Moro a completare il duo avanzato. Tomei risponde con il 4-2-3-1: Vitale in porta; Milanese, Curado, Rizzo e Guiebre in difesa; Corradini e Damiani in mediana; De Pieri, Don Bolsius e D’Uffizi a supporto dell’unica punta Chakir, mentre Brunori parte dalla panchina.
Al fischio d’inizio del signor Collu della sezione di Cagliari partono meglio i biancoscudati, che provano subito a imporre il proprio gioco. Al 7′ la prima vera fiammata, con la punizione di Pompetti e lo stacco di Lasagna che manda il pallone di poco sopra l’incrocio. L’Ascoli replica al 9′ con un’azione insistita nata da una punizione di Corradini, che frutta solo un corner, e al 16′ con Milanese, bravo ad andarsene in dribbling ma impreciso nel suggerimento per Chakir. Al 19′ il Padova sfiora il vantaggio: cross di Carissoni dalla destra e zampata di Lasagna che anticipa Vitale, palla di poco sul fondo. Gli ospiti rispondono al 23′ con una punizione dal limite di D’Uffizi, alta sopra la traversa. Solida e organizzata la difesa dell’Ascoli, che regge anche al 30′, quando sul corner di Bolsius il colpo di testa di Curado non trova lo specchio. Nella mezz’ora finale l’intensità cresce. Al 34′ Milanese scarta Dellavalle dentro l’area e si libera al tiro, ma spara alto; un minuto dopo prova a reagire il Padova con una punizione conquistata dal limite da Lasagna: sul pallone va Pastina, che supera la barriera ma trova la risposta di Vitale, attento anche al 37′ sul traversone di Varas. Nel finale è l’Ascoli a premere: al 42′ Guiebre, dopo aver conquistato un angolo, lascia partire una botta dal limite che Sorrentino devia in corner distendendosi. Sempre al 42′ il brivido più grande, con Chakir che insacca alle spalle dell’estremo difensore biancoscudato: la rete viene però annullata per un tocco di mano nel controllo che precede la conclusione. L’ultimo sussulto è del Padova, con Lasagna che al 43′ calcia alto sopra la traversa.
La ripresa si apre con un doppio cambio: dentro Galazzi e Cocchi, fuori Di Mariano e Pompetti. L’Ascoli riparte forte e al 47′ sfiora il vantaggio con il colpo di testa di D’Uffizi, deviato in angolo da Sorrentino, poi al 51′ Bolsius spedisce alto dal limite. Al 53′ il momento decisivo della partita: doppia grande parata di Sorrentino su Corradini e Damiani da distanza ravvicinata. Al 57′ un altro corner ospite trova la testa di Curado, palla sul fondo. Il Padova rimescola le carte con gli ingressi di Capelli e Caprari e al 63′ colpisce: traversone basso di Cocchi dalla sinistra, palla che attraversa tutta l’area e finisce tra i piedi di Galazzi, che appena entrato mette in rete l’1-0. Al 66′ arriva la palla del raddoppio, con il numero di Caprari che si smarca in velocità da Milanese e serve Moro da solo in posizione centrale: la conclusione è però alta sopra la traversa. Al 71′ girandola di sostituzioni da entrambe le parti. Al 74′ l’episodio più discusso: lancio di Cocchi per Fusi e scontro in area con Corradini, ma l’arbitro non assegna un rigore che sembrava lampante. L’Ascoli si riversa in avanti e ci prova con Brunori (77′) e con D’Uffizi (82′), fermato ancora da Sorrentino. I biancoscudati rispondono all’86’ con il controbalzo di Cocchi su angolo conquistato da Fusi e all’87’ con il tiro dal limite di Galazzi, parato a terra da Vitale. Nei quattro minuti di recupero l’ultimo brivido: al 91′ un errore di Zuelli lancia involontariamente Silipo, che vince un contrasto con Dellavalle sulla linea del fuorigioco e batte Sorrentino in uscita, ma il pallone si stampa sul palo. Il Padova può esultare.
Mister Calabro, a chi gli chiede se riferebbe le stesse scelte iniziali, risponde senza esitazioni: «Ho pensato al fatto che loro hanno Milanese, che è un centrocampista offensivo. Ho messo Di Mariano perché è molto bravo nei duelli uno contro uno. Poi ho messo Lasagna perché avrei voluto sfruttare le ripartenze. Però poi conta che la squadra ha cambiato le uscite difensive, con gli esterni sui terzini, e abbiamo rischiato ad andare uomo contro uomo a tutto campo: potevamo vincerla solamente così». Un successo che, ammette, «nasconde un po’ di polvere»: «Ci prendiamo questo risultato fatto di grande sofferenza nel primo tempo, nel secondo siamo stati più gagliardi e coraggiosi e avremmo potuto chiuderla col secondo gol. Rimane il fatto che abbiamo incontrato una squadra forte, che si può permettere di far entrare Gori e Brunori: oltre i titolari hanno nomi importanti anche in panchina». Sulla lettura della gara: «Non è stato facile, il primo tempo è stata una sofferenza, ci davano fastidio tra le linee e hanno fatto un ottimo possesso palla. Poi nel secondo tempo abbiamo fatto bene e dico che abbiamo meritato di vincere sotto altri punti di vista, perché abbiamo sofferto col coltello fra i denti. La squadra ci ha messo carattere e atteggiamento». Da qui l’invito alla misura: «Tutte le altre squadre nella nostra stessa situazione prendono le legnate: prendiamo questa vittoria con il giusto entusiasmo».

Parole di riconoscenza per il gruppo: «Devo ringraziare i ragazzi che mi danno disponibilità, si allenano alla grande e mi mettono in difficoltà durante la settimana. Tranne il secondo tempo col Verona, le sostituzioni mi hanno sempre dato una mano, e questo è grazie a chi magari non parte dall’inizio ma si fa trovare pronto». Poi il pensiero alla curva: «È tanta roba, dal campo si sente. Penso che oggi sia contenta, perché guarda l’atteggiamento che abbiamo messo. Dobbiamo cominciare ad avere l’ambizione di essere all’altezza di quella curva». Restano i margini di crescita: «Bisogna migliorare il palleggio, il gioco tra le linee, le transizioni». Nessuno sguardo alla classifica: «Non la guardo, so che questo campionato è strano. Devo lavorare su delle certezze. Ci apprestiamo a una trasferta difficilissima: da domani pensiamo già alla prossima». Infine il palo nel recupero, «un errore fortuito nostro, è stata una partita aperta, in Serie B è così», e l’uscita di Varas, «per crampi».
Matteo Cocchi, autore dell’assist che ha deciso la partita, è partito dall’episodio della cena promessa dal mister dopo il Verona: «Dopo la partita ho ricevuto la chiamata del mister per questa cena che aveva il piacere di offrirmi. La scommessa era che me l’offriva se avessimo vinto, però avevamo perso, quindi avevo rifiutato. Il mister ha deciso di offrirla comunque, per la prestazione, e lo ringrazio molto». Un gesto letto come attestato di stima: «Lo ringrazio per la fiducia che mi sta dando, per i minuti e per gli insegnamenti in questi primi mesi». Sulla vittoria non ha dubbi: «Con la grinta, con la forza di volontà, con la voglia di portare a casa questi tre punti. Ci hanno portato a rimanere sempre in partita, poi a sbloccarla e nel finale a restare sul pezzo e a non subire gol».

Sull’ingresso a gara in corso: «Non mi aspettavo né di partire né di entrare. Sono pronto a prendere i minuti che il mister mi concede e a dare sempre il massimo. Prima di entrare mi ha detto di andare forte, qualche compito tattico e di fare ciò che so fare». Archiviata in fretta Cremona: «Abbiamo subito voltato pagina, anche col mister, pensando a questa partita molto importante. Era fondamentale portare a casa i tre punti, e così abbiamo fatto». Poi il bilancio personale: «È un impatto importante, uno step fondamentale per la mia crescita. Anche gli errori mi stanno facendo crescere: la squadra mi dà una grande mano e lo staff mi sta aiutando». Infine il cross per Galazzi: «Gli ho detto che ha fatto il massimo, era difficile da impattare di prima. L’importante era il tiro».
Tre punti che ridanno tranquillità dopo la brutta prestazione di Cremona, ma che non devono far sedere sugli allori: a tratti il Padova ha sofferto le iniziative ascolane e, per quanto si è visto in campo, un pareggio non sarebbe stato da buttare. Mister Calabro avrà materiale su cui lavorare. Il rammarico, semmai, è senza ombra di dubbio l’occasione mancata da Moro, che avrebbe dato maggior tranquillità ai oltre novemila tifosi presenti all’Euganeo. Ora testa a sabato prossimo, alle ore 15, quando il Padova è atteso a Palermo da una delle candidate più serie alla promozione in Serie A.