Fatti
Ad affrontare il Padova in questa quarta giornata di campionato è una squadra che riporta alla mente personaggi storici del calcio italiano come Costantino Rozzi, lo storico presidente divenuto celebre per le immancabili calze rosse, e Carlo Mazzone, allenatore di questa squadra dal 1969 al 1975. E, restando nel mondo del calcio ma fuori dal campo, come non citare lo storico giornalista di 90° minuto Tonino Carino? La squadra è l’Ascoli, che per i nostalgici rappresenta senz’altro un valore aggiunto per questo campionato di Serie B, ma che si preannuncia anche come un osso duro da affrontare: dopo le prime tre giornate, infatti, la formazione allenata da Tomei ha già conquistato 7 punti, frutto delle vittorie contro Verona e Benevento e del pareggio con la Carrarese. Il Padova è dunque chiamato a riscattare la brutta prestazione di Cremona contro una delle squadre più in forma del momento, che vive sulle ali dell’entusiasmo da neopromossa e che avrà al seguito oltre mille tifosi dalle Marche. I biancoscudati, però, potranno contare su un Euganeo vicino al tutto esaurito, con la Curva Sud già sold out.
Padova-Ascoli mette di fronte una tradizione che a lungo ha parlato biancoscudato e una tendenza recente che sorride ai bianconeri. Tra il 1990 e il 2011 il Padova ha vinto tutte le prime cinque sfide casalinghe contro i marchigiani in Serie BKT, con un punteggio aggregato di 11-4. Da allora il vento è cambiato: appena un punto nei successivi tre incroci interni, frutto di un pareggio e due sconfitte. L’ultima è il 2-1 firmato Ascoli il 2 aprile 2019, e ora gli ospiti possono battere il Padova per due volte consecutive per la prima volta in assoluto nel torneo cadetto. I veneti, però, si presentano con il fortino ben protetto: quattro gare casalinghe senza sconfitte, con tre vittorie e un pari. Un altro risultato utile li porterebbe a cinque, traguardo che non raggiungono dai tempi di Pierpaolo Bisoli, tra gennaio e marzo 2019. L’Ascoli arriva invece dall’1-0 sul Benevento e insegue due successi di fila nella stessa stagione di Serie BKT, cosa che non accade da febbraio 2023, con Roberto Breda in panchina. A sostenerne le ambizioni c’è una difesa che finora ha fatto meglio di chiunque rispetto alle attese: appena due reti subite a fronte di 4,9 Expected Goals Against, uno scarto di 2,9 che non ha eguali in campionato. Tra i protagonisti attesi spicca Gianluca Caprari. Nessun attaccante ha guadagnato più possessi nella trequarti avversaria del classe ’93, a quota quattro insieme a Bernat Guiu, Gennaro Tutino e Dennis Johnsen. Per lui potrebbe arrivare il primo gol casalingo in Serie BKT a oltre dieci anni da Pescara-Lanciano 4-0 dell’8 maggio 2016. Sul fronte opposto occhi puntati su Matteo Brunori, già decisivo contro il Padova nell’unico precedente in Serie BKT, con il rigore dell’1-0 realizzato con la maglia della Sampdoria lo scorso 14 febbraio. Dopo il gol al Benevento nell’ultima giornata, l’attaccante potrebbe tornare a segno in due presenze consecutive nella competizione per la prima volta da marzo 2025.
Archiviata la prima sconfitta stagionale in campionato, mister Antonio Calabro presenta la sfida contro l’Ascoli partendo proprio dal post ko di Cremona, gestito in settimana «con la giusta lucidità». Il tecnico biancoscudato non punta il dito sull’approccio: «Non c’è stato un errore di atteggiamento, perché sul primo gol eravamo messi bene, compatti e nei nostri riferimenti. C’è stata più che altro bravura della Cremonese». A spiazzarlo è stata piuttosto la reazione allo svantaggio: «È come se un pugile prendesse un pugno che non si aspetta. Abbiamo avuto una reazione di paura, abbiamo fatto le cose a metà, e nelle cose a metà è venuto fuori il grosso potenziale della Cremonese. Anche sul secondo gol c’è stata una reazione sbagliata, sempre dettata dalla paura». Ciò che più gli ha dato fastidio, però, è stato il terzo gol, arrivato quando la gara sembrava riaperta, anche perché «chi è entrato lo ha fatto abbastanza bene e sapevamo di poter riagguantare quel risultato»: «Ci ha tagliato le gambe e ha compromesso la possibilità di riprenderla definitivamente». Nessun dramma, comunque: «Questo è il campionato, possiamo andare in difficoltà con chiunque, noi compresi. L’uomo presuntuoso si appresta a fare una battaglia e non si aspetta di prendere un cazzotto. Chi è umile sa che lo può prendere, ma sa anche che poi bisogna darli. Capitolo chiuso».

In infermeria l’unico assente è Artistico, alle prese con un fastidio al soleo: «Sarebbe da stupidi accelerare e rischiare, la cosa più intelligente è aspettare la sosta per averlo al massimo». Lo sguardo si sposta poi sull’Ascoli, neopromossa seconda in classifica, che secondo Calabro gode del vantaggio della continuità, come accaduto lo scorso anno proprio al Padova e alla sua Carrarese: «Hanno delle linee di passaggio memorizzate e forse hanno giocato con i dieci undicesimi della squadra che aveva vinto i playoff di Serie C». Un avversario che il mister temeva potesse essere sottovalutato fin dall’uscita del calendario, «pur sapendo che sarebbe stata la partita più difficile», e che ha sempre avuto il maggior possesso palla: «Se andiamo in campo con la presunzione di aspettarci che ci siamo solamente noi, facciamo un buco nell’acqua. Vogliamo partire forte, ma nelle difficoltà la nostra reazione deve essere più lucida rispetto a Cremona. Anche quando sono in difficoltà, devo sempre avere la sensazione di poter vincere lo stesso la partita». Tra le realtà che lo convincono, oltre alle neopromosse, cita il Palermo, esempio di un percorso costruito «un centimetro in più alla volta». Sul presunto divario con le big il tecnico frena: «Non so chi vi abbia detto che dobbiamo essere al livello di Cremonese, Verona o Palermo. Dobbiamo arrivarci col tempo, non con la fretta». Qualcosa, tuttavia, cambierà già domani: «Abbiamo bisogno di un potenziale offensivo maggiore, il che non significa per forza mettere tre, quattro o cinque attaccanti. Questa squadra ha bisogno di potenziare non soltanto la struttura offensiva, ma anche le qualità di corsa». Nessuna bocciatura per chi resterà fuori e piena fiducia nelle punte ancora a secco: «Se abbiamo quattro punti senza i gol degli attaccanti, potete immaginare quanti potremmo averne quando incominceranno a macinare». In chiusura, un bilancio di questa prima fase: «Mi soddisfano l’atteggiamento e la disponibilità dei ragazzi, ma se mi chiedete se ho raggiunto un obiettivo completo la risposta è no. C’è molto da lavorare».
PORTIERI: 1 Mouquet, 12 Scaglia, 22 Sorrentino
DIFENSORI: 5 Lovato, 18 Silletti, 24 Carissoni, 27 Dellavalle, 32 Sgarbi, 34 Cocchi, 58 Pastina, 72 Faedo
CENTROCAMPISTI: 6 Giunti, 7 Varas, 8 Fusi, 14 Pompetti, 17 Capelli, 21 Zuelli, 23 Di Mariano, 25 Galazzi, 74 Marcolini
ATTACCANTI: 9 Moro, 10 Caprari, 11 Seghetti, 15 Lasagna, 20 Bortolussi
Le probabili formazioni (Stadio “Euganeo”, Padova, ore 15)
PADOVA (3-5-2): Sorrentino; Pastina, Lovato, Dellavalle; Cocchi, Fusi, Zuelli, Pompetti, Carissoni; Caprari, Moro. All. Calabro
ASCOLI (4-2-3-1): Vitale; Gattoni, Curado, Rizzo, Guiebre; Corradini, Damiani; Silipo, Perciun, D’Uffizi; Brunori. All. Tomei
Arbitro: Giuseppe Collu (sezione di Cagliari). Assistenti: Politi e Giuggioli. IV ufficiale: Edoardo Manedo Mazzoni (sezione di Prato). Var: Piccinini (sezione di Forlì), Avar: Paganessi (sezione di Bergamo). Diretta tv su DAZN e La B Channel