Fatti | Calcio Padova
Dopo aver affrontato due delle tre retrocesse dalla Serie A, Pisa e Verona, il Padova in questa terza giornata di campionato dovrà vedersela con la Cremonese, la terza, fresca di cambio in panchina: Giampaolo ha dovuto fare le valigie, lasciando spazio a Pecchia, nonostante la vittoria ottenuta in Coppa Italia contro il Parma. A spingere la società lombarda alla drastica decisione è stata la falsa partenza in campionato, con due sconfitte: l’uno a zero di Empoli e il più clamoroso tre a zero incassato la settimana scorsa contro il Modena. Il Padova invece, dopo il pareggio di sabato scorso nel derby con il Verona, dovrà ripartire dalla buona prima ora di gioco disputata all’Euganeo, cercando di fare punti per confermare di potersela giocare con chiunque. Anche per questa trasferta, però, non ci saranno i tifosi biancoscudati, per il divieto imposto dagli organi competenti.
Se c’è un dato che fotografa questa sfida, è l’abitudine alla divisione della posta: le ultime cinque partite tra Cremonese e Padova in Serie B si sono chiuse tutte in parità, e sono gli unici pareggi maturati nei 23 precedenti complessivi della categoria (completano il quadro dieci successi grigiorossi e otto biancoscudati). Allo Zini, però, la storia pende nettamente da una parte: la Cremonese ha perso una sola delle quattordici sfide interne contro i veneti (8V, 5N) ed è imbattuta nelle ultime dodici (8V, 4N), un parziale in cui ha incassato appena una rete. Il presente racconta però un’altra storia. Per la prima volta nella sua storia in Serie B la Cremonese ha aperto un torneo senza segnare e senza muovere la classifica nelle prime due giornate, e adesso rischia il terzo ko consecutivo in avvio, evento capitato solo due volte, l’ultima nel lontano 1950/51. Il Padova arriva invece con il morale opposto: quattro gare senza sconfitte tra la coda dello scorso campionato e l’avvio di questo (3V, 1N), con la possibilità di toccare quota cinque per la prima volta da aprile-maggio 2019. Contrapposte anche le identità: i grigiorossi guidano la Serie B per sequenze di almeno dieci passaggi (35, nove in più dell’Avellino), mentre il Padova si ferma a otto, come l’Arezzo e appena sopra la Carrarese. Fari puntati su Jari Vandeputte, che nessuno ha superato per occasioni create (otto, alla pari con Jonas Rouhi) ma che non partecipa a un gol da quattro presenze consecutive, playoff inclusi: con la Cremonese era arrivato a cinque una sola volta, tra agosto e settembre 2024. Sul fronte opposto Gianluca Caprari, l’unico tra chi ha provato almeno cinque dribbling a non averne completato nemmeno uno, si fa valere altrove: è il giocatore che ha recuperato più palloni nella trequarti avversaria (quattro). Tra le assenze, la Cremonese deve rinunciare allo squalificato Grassi (due giornate); nessuno squalificato, invece, in casa Padova.
Alla vigilia della trasferta di Cremona, Antonio Calabro si presenta in sala stampa per la prima volta a mercato chiuso. Il primo pensiero è per il club: «Ringrazio la proprietà e la società per l’impegno profuso, e la dirigenza per il grosso lavoro fatto». La soddisfazione nasce soprattutto da un dettaglio tecnico che il mister traduce in parole semplici: «Ho una squadra a disposizione con i doppi ruoli tutti coperti, che mi garantiscono sempre, sia a inizio partita che a gara in corso, la possibilità di tenere la squadra a un certo livello». Per ogni posizione del campo, quindi, esistono almeno due interpreti affidabili che potranno essere impiegati nell’arco della stagione. Un lavoro, sottolinea, «egregio e certosino nella scelta dei giocatori in funzione di quelle che sono le esigenze del sistema di gioco», tanto che i nuovi arrivati sono stati quasi tutti impiegati subito: «Proprio perché dietro c’è un lavoro certosino nella ricerca, e quindi poi l’inserimento in tutto l’ordine tattico ti risulta più semplice». Tradotto: la scelta, durante la sessione di calciomercato estiva, è ricaduta su profili già compatibili con le idee dell’allenatore, che hanno avuto bisogno di poco tempo per ambientarsi.

Da qui la possibilità di variare l’assetto in campo. Il Padova parte dall’ormai noto 3-5-2, ma il tecnico rivendica margini di manovra: «Avere un’evoluzione tattica su degli esterni più o meno offensivi, su un interno rispetto a un altro più offensivo o più equilibrato, su una costruzione a due, a tre o a quattro dietro». In pratica, a seconda dell’avversario, gli uomini di fascia possono spingere di più verso la porta o restare più vicini alla difesa, e la squadra può iniziare l’azione dal basso — la cosiddetta «costruzione» — impiegando due, tre o quattro giocatori arretrati per uscire dalla pressione. Stessa disposizione di partenza, insomma, ma comportamenti diversi.
Sul fronte degli indisponibili, oltre a Zanimacchia e ad Artistico, non ci sarà Bortolussi: «Ha avuto l’autorizzazione da parte mia e della società di stare vicino alla moglie in questo momento; gli è nato il figlio». L’avversario di domani è «la terza squadra retrocessa che affrontiamo», dopo Pisa e Verona: tutte formazioni che fino a pochi mesi fa militavano in Serie A e che ora, in Serie B, hanno budget e ambizioni per tornarci subito. La Cremonese, però, arriva a questa sfida con una novità pesante, il cambio di allenatore avvenuto pochi giorni fa. È proprio lì che Calabro individua il rischio maggiore: «L’insidia può essere quella di non avere uno storico su questo allenatore con quella squadra». Non esistono cioè partite precedenti da studiare al video per capire come il nuovo tecnico farà giocare i suoi. La settimana di lavoro è stata impostata di conseguenza, preparando più scenari, perché i grigiorossi «possono fare qualsiasi sistema di gioco: giocare a tre dietro, a quattro, con tre punte, a due».
Il tecnico invita comunque a non ridurre tutto agli schemi: «La tattica è soltanto una parte della nostra prestazione; ci sarà quella fisica, quella tecnica e quella mentale», di fronte a «una squadra forte, composta da elementi di categoria». L’attenzione dovrà essere massima nei primi minuti, quando una squadra che ha appena cambiato guida tecnica di solito parte a mille per convincere il nuovo allenatore e il proprio pubblico: «Dobbiamo stare molto attenti soprattutto in quella frazione di partita all’inizio della gara, dove troveremo non dico un sistema di gioco diverso, ma concetti diversi e una mentalità più accesa nel voler risolvere il prima possibile i problemi». E lì, avverte, può nascondersi anche l’occasione: «Essere bravi ad avvantaggiarci della fretta della Cremonese nel voler risolvere a tutti i costi i loro problemi».
Il filo conduttore della conferenza è la parola «continuità», che però Calabro declina in modo personale: «La continuità che io chiedo è una continuità non tanto di queste componenti, ma delle emozioni che queste poi alla fine mi danno». Guardando indietro alla gara con il Verona, il tecnico non separa il grande primo tempo dalla fase di sofferenza successiva: entrambe le fasi gli sono piaciute, perché nessuna squadra può reggere ritmi altissimi per l’intera partita. «Quelle sono cose che non si possono ripercorrere per cento minuti; nessuno ci riesce, nemmeno quando la squadra è ben amalgamata e sta fisicamente al top». Ciò che conta è restare compatti anche quando l’avversario alza il proprio livello.
Inevitabile il capitolo gol, che finora non è arrivato dagli attaccanti. Calabro non si allarma: «La strategia offensiva o la mentalità offensiva di una squadra non è dovuta a quanti attaccanti un allenatore mette in campo, ma soprattutto all’atteggiamento dei giocatori». Le occasioni, ricorda, non sono mancate a Moro, Caprari e Lasagna, e il suo modo di giocare prevede che i gol arrivino un po’ da tutti: il centrocampista che si inserisce alle spalle della difesa, l’attaccante che arretra per far salire la squadra, il difensore che si spinge in avanti. «Con la qualità degli attaccanti che ho a disposizione — spiega — i gol arriveranno e li faranno anche loro». Nemmeno la fase difensiva — quella che in gergo si chiama «fase di non possesso» — è considerata perfetta: «Abbiamo preso tanti tiri da fuori area, e su quello noi ci stiamo lavorando. Non è tutto oro quello che luccica in fase di non possesso». Il dato positivo è caratteriale: «Quando siamo stati alti abbiamo avuto la personalità di stare alti», cioè di andare a pressare l’avversario nella sua metà campo invece di arretrare per paura.
Prudenza, infine, sui tempi di recupero di Artistico, che sta completando la riatletizzazione, il percorso di riavvicinamento alla condizione fisica ideale: «Se ci basiamo sulla voglia del ragazzo dovrei farlo giocare domani», ma «anche quando mi diranno che è pronto, io mi prenderò ancora dei giorni. Non abbiate fretta, io non ce l’ho». Una certezza di formazione, però, il tecnico la regala: «Io non do mai la formazione, ma domani Cocchi gioca titolare. Guai a chi me lo tocca. È un patrimonio importante, non soltanto del Padova ma del calcio italiano». Su Galazzi il messaggio è di grande fiducia nella duttilità: «Dal centrocampo in su può fare qualsiasi ruolo. Sia a destra che a sinistra». Anche le mezzali Fusi e Pompetti, finora schierate «a piede invertito» (il destro a sinistra e il mancino a destra, così da avere il piede buono rivolto verso il centro del campo), possono essere reinterpretate: «Giocando a piede invertito l’inserimento sarà verso la porta», cioè verso l’area avversaria e non verso la linea laterale. Perché, chiude Calabro, «i freni sono soltanto nella loro testa, non nelle loro potenzialità».
PORTIERI: 1 Mouquet, 12 Scaglia, 22 Sorrentino
DIFENSORI: 5 Lovato, 18 Silletti, 24 Carissoni, 27 Dellavalle, 32 Sgarbi, 34 Cocchi, 58 Pastina, 72 Faedo
CENTROCAMPISTI: 6 Giunti, 7 Varas, 8 Fusi, 14 Pompetti, 17 Capelli, 21 Zuelli, 23 Di Mariano, 25 Galazzi, 74 Marcolini
ATTACCANTI: 9 Moro, 10 Caprari, 11 Seghetti, 15 Lasagna
CREMONESE (4-2-3-1): Agazzi; Lickunas, Vogliacco, Luperto, Pezzella; Gerli, Pontisso; Elia, Berti, Vandeputte; Bonazzoli. All. Pecchia
PADOVA (3-5-2): Sorrentino; Pastina, Lovato, Dellavalle; Cocchi, Fusi, Zuelli, Pompetti, Carissoni; Caprari, Moro. All. Calabro
Arbitro: Gianluca Manganiello (sezione di Pinerolo). Assistenti: Miniutti e Della Mea. IV ufficiale: Giorgio Bozzetto (sezione di Bergamo). Var: Cosso (sezione di Reggio Calabria), Avar: Paganessi (sezione di Bergamo). Diretta tv su DAZN.