Idee
Non soltanto temperature più alte, ghiacciai che si sciolgono ed eventi meteorologici estremi. Il riscaldamento globale sta modificando, sia pure impercettibilmente, anche la velocità con cui il nostro pianeta ruota su sé stesso. Una nuova ricerca spiega perché. Siamo abituati a pensare che una giornata duri esattamente 24 ore, ovvero 86.400 secondi. In realtà, la rotazione terrestre non è perfettamente regolare: può accelerare o rallentare leggermente per effetto di diversi fenomeni naturali. A influenzarla sono, tra gli altri, l’attrazione gravitazionale della Luna, i movimenti all’interno della Terra e persino la circolazione dell’atmosfera.
Oggi, però, a questi fattori se ne aggiunge un altro: il cambiamento climatico provocato dalle attività umane. L’aumento delle temperature globali sta infatti contribuendo a rallentare la rotazione terrestre, allungando di minuscole frazioni di secondo la durata delle nostre giornate. È quanto emerge da uno studio pubblicato sulla rivista scientifica “npj Climate and Atmospheric Science”, realizzato da un gruppo internazionale di ricercatori coordinato da Susmit Subhransu Satpathy e Christian Franzke.
Per comprendere il fenomeno bisogna immaginare la Terra e la sua atmosfera come due parti di un unico sistema in movimento. Il nostro pianeta ruota su sé stesso, ma anche l’aria che lo circonda si muove continuamente, attraverso venti e grandi correnti atmosferiche. Questi movimenti trasportano una quantità fisica chiamata “momento angolare”, legata alla rotazione. Quando cambia il movimento dell’atmosfera, può modificarsi anche quello della Terra solida. In particolare, se l’atmosfera acquista momento angolare, la rotazione del pianeta tende a rallentare, per mantenere l’equilibrio complessivo del sistema.
È un po’ come osservare due componenti di un meccanismo che si scambiano movimento: quando una accelera, l’altra può rallentare. Che cosa c’entra il riscaldamento globale? L’aumento delle temperature sta modificando la circolazione atmosferica su scala planetaria. Alcune grandi correnti si intensificano, altre si indeboliscono o si spostano verso latitudini differenti. In particolare, i ricercatori hanno individuato cambiamenti nella circolazione tropicale, nei venti subtropicali e nella distribuzione delle pressioni atmosferiche. Nel complesso, queste trasformazioni tendono ad aumentare il momento angolare dell’atmosfera e, di conseguenza, a ridurre leggermente la velocità di rotazione terrestre.
Non è l’unico meccanismo attraverso cui il riscaldamento globale influenza la durata del giorno. Anche lo scioglimento dei ghiacciai contribuisce al fenomeno: l’acqua liberata dai ghiacci si redistribuisce negli oceani, modificando la distribuzione della massa terrestre. L’effetto ricorda quello di un pattinatore che, allargando le braccia durante una piroetta, rallenta la propria rotazione. Ma quanto si allungano le giornate? Per valutare questi cambiamenti, gli scienziati hanno utilizzato tre diversi modelli climatici, simulando l’evoluzione dell’atmosfera durante il XXI secolo in uno scenario di elevate emissioni di gas serra. I risultati indicano che per ogni grado di aumento della temperatura media globale, la durata del giorno potrebbe crescere di circa un decimo di millisecondo per effetto dei soli cambiamenti atmosferici. Una quantità minuscola: un millisecondo equivale a un millesimo di secondo. Nessuno di noi potrà percepire concretamente questa differenza.
Eppure, dal punto di vista scientifico, il fenomeno è significativo. Secondo le proiezioni, entro la fine del secolo il contributo atmosferico al rallentamento terrestre potrebbe raggiungere il 10-18% di quello prodotto dall’azione delle maree lunari, che da miliardi di anni influenza la rotazione del pianeta. La domanda allora è: perché studiare variazioni tanto impercettibili? Perché la misurazione precisa della rotazione terrestre è importante per la navigazione satellitare, la geodesia (scienza che studia e misura la forma, le dimensioni e le caratteristiche fisiche della Terra) e i sistemi che richiedono riferimenti temporali estremamente accurati. Ma soprattutto perché questo fenomeno rivela quanto siano profondamente collegati i diversi elementi del sistema Terra. Il cambiamento climatico non riguarda soltanto ciò che accade sulla superficie del pianeta. Le sue conseguenze si estendono ai grandi equilibri fisici che ne regolano il funzionamento. Non significa che presto avremo giornate sensibilmente più lunghe. Significa, piuttosto, che l’impronta delle attività umane è ormai riconoscibile anche in un fenomeno fondamentale come la rotazione terrestre. Un cambiamento quasi impossibile da percepire, ma capace di raccontare, con straordinaria precisione, quanto profondamente stiamo trasformando il pianeta che abitiamo.