Fatti | Sport
Non un impegno facile per il Padova nella quinta giornata di campionato, l’ultima prima della sosta per le nazionali (si tornerà in campo l’11 ottobre): ad attendere i biancoscudati è il Palermo, capolista a quota 10 punti insieme al Mantova, imbattuto, reduce da tre vittorie e dal pareggio per 1-1 sul difficile campo di Avellino. Nonostante i rosanero siano i candidati numero uno alla promozione diretta, sia per il valore della rosa sia per gli investimenti fatti, l’ultima giornata ha evidenziato ancora una volta l’imprevedibilità di questo campionato: il Verona è uscito sconfitto da Benevento e il Pisa è caduto in casa per mano della Virtus Entella, ulteriore dimostrazione che nessun risultato è già scritto. Ecco perché il Padova proverà a fare la sua partita, forte dei sette punti ottenuti nelle prime quattro giornate. Al Barbera i biancoscudati potranno contare sul sostegno di oltre 400 tifosi al seguito: un test, l’ultimo prima della sosta, utile a capire a che punto sono nello sviluppo del gioco e nell’intesa.
Le ultime sfide hanno lasciato bocconi amari al Padova: la finale playoff persa nel 2022 e i due 1-0 subiti nella stagione scorsa sono ricordi ancora freschi nella mente dei tifosi biancoscudati. Il precedente dice Palermo, e lo dice con una certa insistenza: cinque vittorie nelle ultime sei sfide di Serie BKT contro i biancoscudati (1N), esattamente quante ne erano arrivate nei 22 incroci precedenti (6N, 11P). Per ritrovare un successo del Padova sui rosanero nel campionato cadetto bisogna tornare al marzo 1997, quando al Renzo Barbera finì 3-1: da allora, nulla. Il dato stride con la storia lunga del confronto, perché il Padova ha comunque battuto il Palermo 14 volte in Serie BKT (9N, 13P) e solo contro Brescia (16) ed Hellas Verona (17) ha fatto meglio nella competizione.
Il contesto attuale rende la trasferta ancora più complicata. Il Palermo è imbattuto nelle prime quattro giornate (3V, 1N) e, considerando sempre i tre punti a vittoria, può superare quota 10 dopo cinque turni per la quarta volta nella sua storia in Serie B, dopo il 1964/65 (11), il 1979/80 (12) e il 2025/26 (11). Soprattutto, in casa i rosanero non perdono dal 28 ottobre 2025: da quel giorno 14 vittorie e un pareggio nella regular season, un rendimento interno che in Europa — tra i cinque maggiori campionati e le rispettive seconde divisioni — soltanto Barcellona (17) e Southampton (15) hanno saputo superare.
Il Padova, però, arriva con due vittorie nelle prime quattro (1N, 1P) e insegue il terzo successo entro la quinta giornata, traguardo raggiunto nell’era dei tre punti solo nel 1996/97 e nel 2011/12. Anche il passo esterno è cambiato: due vittorie nelle ultime tre trasferte di Serie BKT, tante quante nelle 10 precedenti (2V, 1N, 7P). Restano i numeri di un gioco volutamente essenziale — ultimo posto per passaggi totali (1370) e riusciti (1082), penultimo per sequenze da almeno dieci passaggi (20), davanti alla sola Carrarese (16) — contro un Palermo che invece ribalta l’aritmetica: appena undicesimo per tiri (56) ma miglior attacco del torneo con otto reti, alla pari di Mantova ed Hellas Verona, oltre due in più di quanto suggeriscano gli expected goals (5.74).
I duelli individuali hanno già un nome. Dennis Johnsen, esterno rosanero, è a quota cinque partecipazioni attive (tre gol, due assist), come Cristian Shpendi del Cesena, e ha segnato tre volte nelle ultime quattro presenze in Serie BKT: una in più di quante ne avesse realizzate nelle 21 gare precedenti. Dall’altra parte, il biancoscudato Nicolas Galazzi è andato a segno nell’ultimo turno e insegue una continuità che gli manca dal 2023/24: quella con il Brescia è stata l’ultima stagione cadetta in cui ha superato la singola rete, chiudendo a quota tre.
Nessuna sorpresa dall’infermeria. Antonio Calabro parte dai disponibili: «Non abbiamo avuto sorprese. Abbiamo avuto delle problematiche questa settimana da gestire, dopo la partita con l’Ascoli. Siamo però arrivati a oggi, alla rifinitura, con il gruppo completamente a disposizione tranne ancora Artistico», che «rientrerà e sarà disponibile dopo la sosta». Sul primo tempo opaco con l’Ascoli il tecnico respinge la parola approccio: «Abbiamo lavorato su tutto tranne che sull’approccio. Secondo me è riduttivo dare una risposta del genere». Meglio «allargare gli orizzonti e sapere che ci sono anche degli avversari che ti possono mettere in difficoltà. In questo campionato ce ne sono tanti come l’Ascoli che possono mettere in difficoltà qualsiasi squadra, non solo il Padova». Per lui sono «difficoltà normali che si incontrano affrontando avversari di un certo livello».

Il bilancio delle prime quattro giornate è in cassaforte: «Abbiamo portato a casa sette punti, che non sono pochi», e con essi «l’atteggiamento di questi ragazzi che, nelle difficoltà, non sono presuntuosi; anzi, abbassano la testa e le affrontano», oltre alla «bontà del gruppo, non soltanto negli undici che iniziano ma soprattutto in quelli che subentrano». Capitolo tenuta fisica, «nonostante sia stato cambiato completamente l’approccio agli allenamenti settimanali»: «ho a disposizione un gruppo integro, non soltanto nei giovani ma anche nei meno giovani». Un gruppo di cui si dichiara innamorato: «Non soltanto di Cocchi, meriterebbero tutti un premio». Sul Palermo nessun giro di parole: «Abbiamo l’umiltà di sapere che andiamo ad affrontare la big di questo campionato», che ha mantenuto l’ossatura «aggiungendo anche qualcosa in più a livello tecnico», per cui «il coefficiente di difficoltà della partita di domani è molto alto». Cambia il vestito, non l’anima: «Sui principi non è cambiato tantissimo», con Pierozzi e Augello arretrati a terzini nel nuovo 4-2-3-1, ma restano «i dettami tattici e il timbro del suo allenatore, un tecnico che sa come si vince e come si va dalla Serie B alla Serie A». Ogni modulo, però, «ha anche il rovescio della medaglia: ed è proprio lì che noi vogliamo andare a fare la nostra partita». Attenzione ai singoli, in un Barbera che spingerà: «Spinto dai trentamila tifosi, il Palermo partirà con un’intensità incredibile». Ranocchia «dà respiro alla manovra», Segre «vince tantissimi duelli», Augello «diventa determinante, come dimostrano i tre assist», con Palumbo tra le linee e, là davanti, un attaccante (Pohjanpalo) a cui riservare «un occhio di riguardo». «Quando arrivano questi palloni dagli esterni in area, abbiamo bisogno di essere molto attenti: l’ideale sarebbe non farli proprio crossare, ma è impossibile essere perfetti per tutta la gara». La chiave è «limitare i loro punti di forza e tirare fuori le loro lacune», leggendo la gara a tratti: «Ci saranno più partite all’interno della stessa partita», dunque «probabilmente ci saranno dei cambiamenti». Nessuna voglia di rivincita su Inzaghi: «Voglio andare a fare risultato per il Padova, non per altro. Voglio una grande prestazione per capire a che punto siamo oggi». Sul dato dei passaggi, il più basso del torneo, niente alibi: «Non ho mai nascosto i nostri difetti. Questa squadra deve migliorare», però «sette punti non sono caduti dal cielo. Guardo il bicchiere mezzo pieno, ricordandomi che c’è chi non ha nemmeno quello». Chiusura su Bortolussi: «Il ragazzo sta bene, ci vorrà un po’ più di tempo, ma sono sicuro che Mattia ci darà una grossa mano».
PORTIERI: 1 Mouquet, 12 Scaglia, 22 Sorrentino
DIFENSORI: 5 Lovato, 18 Silletti, 24 Carissoni, 27 Dellavalle, 32 Sgarbi, 34 Cocchi, 58 Pastina, 72 Faedo
CENTROCAMPISTI: 6 Giunti, 7 Varas, 8 Fusi, 14 Pompetti, 17 Capelli, 21 Zuelli, 23 Di Mariano, 25 Galazzi, 74 Marcolini
ATTACCANTI: 9 Moro, 10 Caprari, 11 Seghetti, 15 Lasagna
PALERMO (4-2-3-1): Fortin; Pierozzi, Bani, Ceccaroni, Augello; Segre, Ranocchia; Vavassori, Palumbo, Johnsen; Pohjanpalo. All. Inzaghi
PADOVA (3-5-2): Sorrentino; Pastina, Lovato, Dellavalle; Cocchi, Fusi, Zuelli, Galazzi, Carissoni; Caprari, Moro. All. Calabro
Arbitro: Marco Di Bello (sezione di Brindisi). Assistenti: Bahri e Di Gioia. IV ufficiale: Simone Gauzolino (sezione di Torino). Var: Meraviglia (sezione di Pistoia), Avar: Volpi (sezione di Arezzo). Diretta tv su DAZN.