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Il punto di Confagricoltura. L’agricoltura in crisi attende risposte per il dopo serrata
Carne, vino, latte... sono tanti i settori che hanno risentito dell’emergenza Coronavirus.
MosaicoCarne, vino, latte... sono tanti i settori che hanno risentito dell’emergenza Coronavirus.
«Il blocco della circolazione e lo stop a tutte le attività di hotel, ristorazione, bar ed enoteche hanno causato ricadute pesanti su vendite e prezzi, anche se alcuni settori ne hanno risentito più di altri – ha spiegato Ludovico Giustiniani, presidente di Confagricoltura Veneto – Tengono il mercato dei bovini e dei conigli, mentre la carne suina, che era partita molto bene, ora sta registrando un calo dei prezzi e così il latte, che però ora sembrerebbe riprendere quota. In grande difficoltà è il settore del florovivaismo, nonostante abbia ottenuto pochi giorni fa il via libera alla vendita al dettaglio».
«Tutta la ristorazione è bloccata, così come le pizzerie e le rosticcerie – sottolinea anche Michele Barbetta, presidente di Confagricoltura Padova – e perciò la filiera è completamente ferma. Il settore primario, che da sempre è l’anello più debole della catena, ne subisce le conseguenze».
Ed è iniziata male, o per meglio dire non è per nulla iniziata, la stagione di agriturismi, fattorie didattiche e agricamping. Azzerate le prenotazioni, la stagione sarà comunque pregiudicata dall’assenza di turisti stranieri anche se dovesse ripartire presto.
E per il vino, fiore all’occhiello della produzione veneta? «C’è molta preoccupazione anche per questo settore – prosegue Giustiniani – che ha subito un crollo delle vendite legate al blocco della ristorazione e rischia di trovarsi di fronte a crisi di liquidità e a surplus produttivi. La preoccupazione nel Veneto è legata al fatto che, vantando vini di fascia medio-alta, la grande distribuzione non riuscirà a sopperire a quelli che erano i consumi del canale Horeca. Si rischia quindi di arrivare alla vendemmia con grandi giacenze».
Per quanto riguarda le prospettive, rimangono le incognite legate ai tempi, che non sono noti, della fine dell’emergenza. Quando riapriranno le attività produttive e tornerà il via alla circolazione? «Dobbiamo essere consapevoli – conclude presidente di Confagricoltura Veneto – che la ripresa sarà comunque graduale e non senza difficoltà. Bisogna perciò mettere in atto per tempo misure di supporto alle aziende agricole per far ripartire l’economia locale. Il problema più grosso sarà la necessità di liquidità, dovuta sia alle mancate vendite che ai pagamenti saltati o rinviati. Avremo bisogno perciò di strumenti facili e flessibili per sostenere le imprese, tuttora nei campi a lavorare seppure senza entrate, altrimenti c’è il rischio che il settore vada in asfissia».
Procopio Giuliana