Il Papa e i social. Lo scontro con Trump ha fatto esplodere la popolarità di Leone XIV nel mondo digitale: dai meme ai talk show, un'ondata globale di solidarietà
C’è chi ha scritto – addirittura – che il pontificato di papa Leone, dopo mesi di “rodaggio”, sia iniziato solo adesso. A dare il via a questa “fase due” del ministero di vescovo di Roma sarebbe stata la querelle a distanza con il presidente americano Trump e il successivo oceano di solidarietà che si è riversato sul successore di Pietro da ogni parte del mondo, da ogni fede, da ogni credo politico. Si tratta di semplificazioni giornalistiche, ma per chi però guarda al mondo attraverso i cruscotti dei social media – che elaborano trending topic, pesano commenti e condivisioni, registrano la “temperatura” del dibattito pubblico attorno a un argomento, a favore o contro – questo mese di aprile 2026 è diventato davvero un momento di svolta nel ministero del primo papa di origine statunitense. Mai – dopo il picco dei primi giorni dopo la sua elezione – il nome di papa Leone XIV era stato così tanto cercato su Google, menzionato sui social, pronunciato nei video su Youtube. E con una maggioranza schiacciante in toni positivi, se non addirittura di venerazione. Un presidente americano che attacca frontalmente un papa – e un papa che risponde nel merito, facendo il nome del peccato e mai del peccatore, senza alcuna paura e con la forza dell’innocenza – sarebbe stata una notizia anche nell’era analogica sui giornali, telegiornali e nelle chiacchiere per strada. Nel mondo digitale è stata un’esplosione, che si è estesa a un globale apprezzamento anche in ambienti laici, dalle bacheche dei meme ai monologhi dei talk show, con excursus che hanno unito le parole del suo viaggio in Africa fino a foto giovanili in stile Blues Brothers. Il grande limite è che avviene a seguito di uno scontro. È segno di un mondo che non riesce a guardare alla realtà se non con le lenti del conflitto. Perché il mondo si mettesse in ascolto delle parole del papa abbiamo dovuto accendere, ancora una volta, i riflettori su un “cattivo”. E lui sa come prendersi la scena.