Stadi esauriti, concerti sold out, social in calo: mentre il mondo si digitalizza, cresce la fame di esperienze a cinque sensi. Il Padova salvato dalla Curva Sud ne è l'esempio più vivido.
Più il mondo va verso la digitalizzazione, più la realtà ci ricorda che siamo prima di tutto dei corpi, fisici, nel tempo e nello spazio. Un esempio riguarda il calcio: il Padova – stanco e scoraggiato dopo mesi difficili – ha ottenuto la salvezza in serie B lo scorso 1° maggio solo grazie alla sua nuova Curva Sud. Inaugurata in aprile per le ultime tre partite casalinghe, ha garantito ai tifosi di far sentire sul campo la loro presenza, voce, persino l’odore. Tre vittorie in extremis per 1 a 0, tre goal nati proprio sotto la spinta dei tremila tifosi stipati a pochi metri dalla porta. Nell’anno peggiore del calcio italiano, senza mondiali e senza successi dei club in Europa, mentre crollano i diritti televisivi e gli ascolti delle partite in tv, i dati in controtendenza arrivano dagli stadi – per lo più vecchi e fatiscenti – di serie A, di B e di C, che dopo la pandemia vedono spesso il tutto esaurito. Sky Sport Calcio ha perso il 18 per cento di ascolti nel 2025, la finale di Champions cala da cinque anni di fila, le big in tv sono passate da quasi 4 milioni di spettatori a poco più di uno. Eppure la serie C ha appena superato per la prima volta i 3 milioni di spettatori complessivi negli stadi (più 40 per cento in due stagioni), la serie B raduna 100 mila persone ogni weekend e l’Euganeo di Padova detiene il primato di riempimento del campionato cadetto, all’82,9 per cento. Gli stessi trend, e lo stesso assillante desiderio di esserci vale per i concerti, gli spettacoli in piazza, il teatro, gli eventi dal vivo. Tutti in aumento. Mentre cala – per la prima volta – il tempo trascorso sui social. Siamo saturi di contenuti e affamati di presenza. Le logiche razionali dell’efficienza cedono il passo al bisogno di vita. Quella a cinque sensi. Il digitale non sparisce. I tifosi, mentre escono a piedi dall’Euganeo, aprono tutti lo smartphone per ridere dei meme dei “Biancoscoppiati” e per ascoltare le reazioni di giornalisti e influencer; non si tratta però di una fuga nel virtuale, ma del prolungamento di un’esperienza ancorata nel reale.