Fatti
È tranquillo su cifre, strategie e scenari. Luciano Giovanni Greco, 55 anni, professore associato di Politica Economica (dopo gli studi all’Università cattolica di Lovanio e alla Bocconi) è al vertice di Interporto Padova Spa dal 29 maggio 2024.
«Alla luce del bilancio, come amministratore della Spa sono tranquillo. A me risultano debiti ben inferiori ai 100 milioni di euro, ma soprattutto Interporto conta su un patrimonio netto che, appunto, tranquillizza… Attualmente la patrimonializzazione della società risulta superiore ai 400 milioni di euro, grazie in particolare agli asset immobiliari costruiti negli anni» afferma a margine del recente convegno “Padova al centro della logistica moderna” promosso in sala Paladin da due associazioni che fanno riferimento al Partito Democratico.
La Spa di Galleria Spagna è nata il 6 giugno del 1973 e conta su 90 dipendenti (tre dirigenti, sei quadri, 43 impiegati e 38 operai). È partecipata al 21,047% pari a 9,45 milioni di euro dal Comune, mentre il controllo pubblico sulla gestione è garantito dalle quote della Camera di commercio (34,18%), della Provincia (18,29%) e di Aps Holding (7,789%).
Nel CdA con il presidente Greco siedono anche Ugo Campagnaro, Riccardo Capitanio, Alberto Cecolin, Vincenzo Cusumano, Chiara Manfreda, Luisa Serato, Umberto Zampieri e Susanna Zorzi. Il collegio sindacale è invece presieduto da Mariavittoria Cacace.
Insomma, presidente, conti in ordine?
«Guardi, l’ultimo bilancio depositato è stato approvato all’unanimità dal Consiglio di amministrazione, con un utile netto di 4,8 milioni di euro (+65% rispetto al 2023) e un valore della produzione pari a 44,8 milioni di euro, con una crescita del 7,3%. Interporto Padova ha movimentato nel 2024 un totale di 411.958 TEU (misura standard del traporto marittimo, che corrisponde al container da 20 piedi, ndr), di nuovo con un aumento del 6,4% rispetto all’anno precedente. Si tratta del miglior risultato di sempre, frutto di una gestione attenta e di una visione strategica orientata all’efficienza e alla sostenibilità.».
Dopo le incorporazioni di Magazzini Generali e Consorzio Zona industriale, c’è l’ipotesi di fusione con la Fiera che ha alimentato dubbi e perplessità…
«Aspettiamo i risultati dello studio prima di tutto. Del resto, le stesse perplessità che può avere un cittadino possono preoccupare anche gli amministratori pubblici. A meno che non ci sia la chiarezza di un piano industriale. Le due società fanno attività immobiliare: ovviamente, come Interporto siamo stati bravi e di conseguenza da questo punto di vista non ci sono problemi. Padova Hall ha un piano industriale suo… Di qui l’imbarazzo che è semplicemente quello di non giudicare prima di vedere tutte le carte. Si è deciso di delegare ad un pool di esperti la verifica dettagliata. E poi, comunque, si deve passare attraverso il Consiglio Comunale».
Infine, è stata recentemente presentato l’esito della gara internazionale per lo sviluppo del terminal…«Hanno vinto Psa Intermodal Italy Nv, il gigante mondiale della logistica con sede a Singapore, e Logtainer Spa, azienda leader a livello nazionale. Hanno presentato un’offerta economica di 75 milioni, quando la base d’asta era fissata a 61 milioni. Raggiungiamo un traguardo molto ambizioso, che un anno fa appariva un sogno. Per primi in Italia e tra i primi in Europa, abbiamo individuato tramite una selezione pubblica rigorosa i partner con cui sviluppare ulteriormente il terminal intermodale terrestre, per altro già competitivo. L’obiettivo è salire dai circa 8 mila treni/anno effettuati nel 2024 a 15 mila treni/anno che le attuali disponibilità di tracce ferroviarie consentirebbero. Con un occhio rivolto in particolare verso il resto d’Europa, visto che oggi i convogli che arrivano e partono da Padova hanno come origine o destinazione gli scali marittimi italiani (Genova, Spezia, Livorno e Trieste in particolare). L’80% del traffico merci che transita per l’Interporto è già oggi riconducibile a intermodalità ferroviaria».