Idee
Con l’inizio del mese di luglio si apre quel lungo periodo in cui, secondo i diversi impegni e organizzazioni, molte famiglie scelgono alcuni giorni per dedicarli ad un tempo di vacanza. Tante volte abbiamo avuto occasione di dire che “vacanza” – nonostante l’etimologia – non vuol dire spazio vuoto, di ozio totale, ma oggi significa soprattutto fare cose diverse da quelle che svolgiamo ordinariamente, sostituire il lavoro con altre attività ricreative, dedicarsi a hobby e passioni che non si possono coltivare nell’ordinario. Fra queste occupa un posto di riguardo la lettura, diventata qualcosa di raro e non certo un’abitudine quotidiana. Fino a non molto tempo fa si aveva sempre un libro sul comodino, a fianco del letto, e prima di spegnere la luce, per dormire, si leggevano alcune pagine. Molti di certo lo fanno ancora, ma è pur vero che, sia fra gli adulti sia fra i giovani, quel momento è stato sostituito dall’uso dello smartphone in collegamento con i social network. Scrollare la pagina Facebook, usare Instagram, guardare qualche reel… tutte queste azioni oggi sono ormai più abituali e frequenti rispetto a leggere una pagina di un libro, ecco perché è auspicabile che, nel ritmo più rilassato delle vacanze, si possa dare spazio alla lettura, per non perderne del tutto il gusto e la soddisfazione peculiari. Leggere richiede una concentrazione maggiore rispetto all’uso del cellulare, tuttavia questa attenzione particolare non può andare persa perché è portatrice di frutti particolari. Chi legge porta all’interno della famiglia l’autore che ha scelto e la sua storia, perché inevitabilmente sarà portato a condividere il mondo che trova nelle pagine del libro. Quando si parte per una vacanza le letture che si mettono in valigia sono come dei compagni di viaggio che si aggiungono alla comitiva. Possono essere i vincitori o i candidati agli ultimi premi Strega o Campiello, ma non necessariamente si deve trattare di un libro uscito di recente. D’estate può anche darsi che la famiglia concordi insieme di rivisitare un autore classico e le sue grandi opere siano distribuite fra genitori e figli. L’occasione può essere l’argomento di studio di uno dei ragazzi che spinge anche gli adulti a riprendere in mano quel tal capolavoro. Leggere in contemporanea lo stesso libro o in parallelo due testi dello stesso autore invoglia vicendevolmente a proseguire, non con spirito di competizione, ma appunto come se quell’autore fosse entrato a far parte del nucleo famigliare e avesse da dire la sua a tutti i membri. Una tal situazione induce di per sé al confronto, stimola un dibattito che, mettendo in luce i valori e i pregi dei libri in oggetto, arricchisce ciascuno di quella che a pieno titolo possiamo chiamare cultura. Leggere è veramente ossigeno per la mente e per il cuore, comporta la capacità di riflettere, di fare proprio quanto letto e saperlo spendere nella vita quotidiana. Si rende concretamente vero quell’adagio medievale che dice che “siamo nani sulle spalle dei giganti” perché, se vediamo più lontano, è grazie alla sapienza e all’esperienza di chi ci ha preceduto. Ecco, dunque, che se quest’estate non potremo fare a meno di mettere nello zaino il computer portatile e lo smartphone per essere sempre e comunque connessi, l’augurio è che ciascuno di noi abbia scelto uno o più libri come compagni per quei tempi in cui staccare la spina e, invece di essere perennemente on line, scegliere di entrare in quel mondo fatto di parole da assaporare lentamente e personaggi da incontrare e conoscere gradualmente. Leggere è davvero un’esperienza che non finirà mai di arricchirci e che custodisce il segreto di far tornare giovani gli adulti e far diventare grandi i ragazzi.