Fatti
«Conosco Padova da molti anni. Lo dico per chi pensasse che io arrivi dal Burkina Faso. Io a Padova ci vivo, ci lavoro da più di vent’anni. Ho un ufficio in via della Croce Rossa. Sono stato assessore provinciale in piazza Antenore; poi vicepresidente con ufficio in zona Stanga. Sono stato presidente del Consiglio comunale di Padova (dal 2014 al 2015, ndr) con il sindaco Massimo Bitonci».
Presentando la sua candidatura a sindaco della città del Santo, nella sede regionale della Lega, Roberto Marcato, classe 1968, iscritto alla Lega dal 1992, residente a Piombino Dese (dov’è stato eletto consigliere nel 1998, nel 2002, nel 2007 e nel 2012 e ha fatto l’assessore al Bilancio e al Sociale dal 1998 al 2007), ha messo le mani avanti e ha anticipato le contestazioni che dodici anni fa venivano mosse proprio a Bitonci, all’epoca primo cittadino di Padova ma residente a Cittadella. Al fianco del consigliere regionale l’attuale presidente della giunta veneta, Alberto Stefani; il suo predecessore, Luca Zaia, che per due legislature ha avuto Marcato nella sua squadra di governo; il presidente della Provincia, Daniele Canella, da sempre amico fraterno e sodale del “Bulldog”. Già il 30 settembre e poi il 5 ottobre Matteo Salvini aveva espresso il suo gradimento.
«Quando, mesi fa, è partita questa ipotesi – ha ricordato Marcato – ho trovato subito un grande entusiasmo nel mio partito. Questo mi ha dato l’entusiasmo per continuare a crederci». Marcato sa che, prima di ufficializzare il sostegno, le altre forze politiche del centrodestra dovranno trovare un’intesa complessiva a livello regionale, ma ha deciso di rompere gli indugi per avere il tempo di farsi conoscere dall’intera cittadinanza e di illustrare le sue proposte.
Nel corso della presentazione non sono mancati ovviamente gli attacchi all’amministrazione di Sergio Giordani, in sella dal 2017, e alla sua opera simbolo, le due nuove linee del tram: «In questi dieci anni – ha puntato il dito Marcato – la giunta non ha preso le decisioni, ma le ha subite. Quello che è mancato, ed è una mancanza gravissima, è una visione, strutturale e a lungo termine, della città. Gli amministratori sono stati però molto bravi a raccontare quello che non hanno fatto. Così ci raccontano di una Padova capitale dell’innovazione, e lo è, perché abbiamo imprese capaci. Di fatto l’infrastruttura più importante che si sta facendo, il tram, è una tecnologia che appartiene al Novecento: una tecnologia che di fatto nessuno più fa, per cui nei prossimi anni dovremo intervenire con lo scotch per mantenere quel tram che non vuole più nessuno».
Così pure Marcato contesta l’etichetta di “Padova capitale della sostenibilità e dell’attenzione all’ambiente” che la giunta Giordani si è cucita addosso. «Peccato però che l’Ispra certifichi in maniera incontrovertibile che Padova è la città più cementificata. E l’hanno fatto loro. Oggi invece, dopo aver asfaltato tutto quello che era possibile asfaltare, tranne la Cappella degli Scrovegni che è un sito protetto, parlano di de-pavimentare. Hanno abbattuto migliaia di alberi. Ci hanno raccontato inoltre che Padova è la capitale dell’attenzione ai deboli e ai fragili. Invece, in dieci anni, non sono riusciti a fare un piano di edilizia popolare, che tenga conto delle esigenze dei cittadini».
Luca Zaia ha sottolineato che Marcato «è pronto a rinunciare al suo percorso in Regione per l’amore che nutre per Padova». E, come attestazione di piena fiducia, ha ribadito che «da lui comprerebbe un’auto usata». Il presidente del Consiglio regionale ha lanciato un appello alle altre forze politiche del centrodestra, che fin qui non si sono espresse sulla candidatura. «Roberto rappresenta l’uomo del dialogo e dell’apertura oltre il centrodestra: ha saputo parlare con tutti, da Nord a Sud, da destra a sinistra e da Est a Ovest. È sicuramente un grande valore aggiunto e avrà a cuore i temi dell’ordine pubblico e della sicurezza. Spero vivamente che, per una volta, il centrodestra sappia scegliere la persona giusta da mettere al posto giusto, piuttosto che tornare alle vecchie dinamiche delle discussioni della politica, che sono poco edificanti e che non sono rispettose dei cittadini». Zaia ha annunciato che la sua presenza alla presentazione del candidato sindaco della Lega «si tradurrà in un impegno personale per sostenere direttamente Marcato. Questa campagna elettorale, con questo candidato, metterà al centro del dibattito il cittadino, che sarà attore protagonista e non una comparsa dei partiti».
Stefani ha insistito sulla capacità di Marcato di guardare negli occhi le persone e d’instaurare con loro un dialogo costruttivo. «Nel momento in cui – ha affermato il presidente del Veneto – la campagna elettorale si fa sempre più social, io credo che ci sia bisogno di tornare in carne e ossa in mezzo alla gente, nei quartieri e nelle aree periferiche, ad ascoltare chi non è stato ascoltato».