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È stata una mattinata di incontro, riflessione e preghiera quella vissuta dal presbiterio padovano giovedì 18 giugno, festa di san Gregorio Barbarigo. Inizio in Cattedrale con le lodi alla tomba del vescovo che ha guidato la Diocesi dal 1664 al 1667 e, tra le tante opere compiute, ha fondato il Seminario. Nella sede attuale è poi continuato l’incontro, che ha visto l’intervento di don Domenico Marrone, presbitero dell’arcidiocesi di Trani-Barletta-Bisceglie, sul tema “Presbiteri per un tempo fragile. L’attraversamento del guado e il passaggio dalla cruna dell’ago”; riflessione, ha sottolineato don Marrone, che ha preso spunto dalle pagine del quaderno numero 40 (settembre 2025) dell’Istituto San Luca per la formazione permanente dei presbiteri Cosa resta di me?












Da qui ha tratto le due immagini bibliche – il guado e la cruna dell’ago – «come chiavi di lettura fondamentali per interpretare il nostro ministero oggi» ha detto ai presbiteri presenti nel teatro del Seminario maggiore. Per interpretarlo «in un tornante della storia che non ammette letture superficiali nè risposte preconfezionate. Sentiamo tutti il peso di una transizione che scuote le fondamenta delle nostre consuetudini pastorali e personali».
Don Marrone, guardando alla vita del prete attraverso le due «macro-metafore bibliche» sopra citate, è giunto a offrire una sintesi spirituale della maturità presbiterale, così riepilogata: radicati in Lui, aperti al mondo. «Non è un semplice slogan consolatorio, ma la descrizione dell’architettura interiore di cui abbiamo bisogno per non disperderci. Il tempo presente non ci chiede di essere preti più rigidi, arroccati dietro armature sacre, né preti più efficienti e manageriali. Ci chiede la profondità del radicamento e la libertà dell’apertura».
Durante la mattinata, prima della messa celebrata nella chiesa del Torresino, sono state date due comunicazioni: una sul progetto “Vi sia uguaglianza” e l’altra sul Seminario.
Sul progetto a sostegno delle parrocchie in difficoltà, iniziato il Giovedì santo del 2024, è intervenuto don Marco Cagol, moderatore del consiglio presbiterale diocesano. Ha evidenziato come il vescovo Claudio abbia chiesto ai consiglieri, a marzo scorso, un parere sulla prosecuzione. Parere richiesto di fronte ai dati riguardanti lo sviluppo del progetto: «Alla data del 28 febbraio 2026 – ha spiegato don Cagol – erano stati raccolti 151.231,25 euro. Ad oggi tale cifra ammonta a 207.481,25 euro. Raddoppiati con il Fondo della carità del vescovo (come stabilito all’inizio del progetto) al 28 febbraio assommavano a 302.462,50 euro; ad oggi, invece, sempre con lo stesso contributo,, la cifra complessiva risulta di 377.462,50. Le parrocchie che almeno una volta hanno effettuato una donazione erano, al 28 febbraio, 60; oggi invece sono 71».
Il consiglio presbiterale si è espresso per portare avanti il progetto “Vi sia uguaglianza”; dopo aver dato sostegno alla parrocchia di Calcroci, ora è stata individuata la parrocchia di Vigonovo.
La seconda comunicazione, da parte di don Livio Tonello, ha riguardato il Seminario maggiore, «che non è chiuso. Non è utilizzata una parte dell’edificio», ma sono
in essere alcune attività (l’amministrazione per la gestione del patrimonio e il sostegno dei percorsi formativi del “Seminario insieme” e di Casa Sant’Andrea; la biblioteca antica e l’Istituto San Luca) e sono utilizzati alcuni ambienti (come il teatro, ad esempio). Inoltre «la rivista Cor Cordis continua a essere editata e inviata, anche se con alcune modifiche nelle uscite e nell’impostazione».
Don Tonello ha poi presentato la situazione del “Seminario insieme”, secondo alcune note del rettore don Aldo Martin.