Nelle parrocchie sta crescendo una nostalgia del gruppo liturgico
Nell’anno in cui prende il via la formazione ai ministeri battesimali, l’Ufficio per la liturgia registra – ascoltando il territorio – il desiderio di dare vita a strutture che si pongano a servizio della “regia” delle celebrazioni
Nell’anno pastorale 2026-27, la Chiesa di Padova avvierà il percorso di formazione ai ministeri battesimali. Lasciando in primo piano gli eventi diocesani, l’Ufficio per la liturgia ha essenzializzato i suoi programmi, che sono frutto dell’ascolto delle esigenze del territorio e dell’intento di sviluppare le acquisizioni degli approfondimenti già proposti. Continuano a essere molto richiesti i corsi per i lettori e i cantori e musicisti, ma sta crescendo anche una nostalgia del gruppo liturgico, il desiderio di dare vita a strutture che si pongano a servizio della “regia” delle celebrazioni. Il sogno di un nuovo “movimento liturgico” alla Romano Guardini non può non commuoverci. Sarebbe proprio bello se si potesse arrivare a costituire dei gruppi che abbiano una maggiore solidità e riconoscibilità, grazie ai quali celebrare in modo “profetico”, cioè amando il presente, accogliendolo, comprendendolo ed evangelizzandolo. Questo richiede una generosa disponibilità alla formazione, che non significa noia e pesantezza da compiti di scuola, ma la scoperta di una storia, di una “scienza”, di un’arte della liturgia che possono davvero darci grande sicurezza nel rapporto con il nostro tempo. Il momento in cui si concentreranno le attività sarà la rassegna culturale “Gennaio alla liturgia 2027”, che avrà come tema, trattato da artisti laici e uomini di Dio, “Una liturgia viva. Linguaggi e forme nuove per incontrare il presente”. La messa celebrata secondo il progetto del Concilio Vaticano II è un capolavoro. Però bisogna ritornare con pazienza alle rubriche del Messale, che sostengono i celebranti (ministri ordinati e laici) perché il linguaggio rituale che usano sia sempre adeguato a dire l’indicibile: che Dio ci dona la comunione con sé e desidera trasfondere in noi la sua vita divina. Il lavoro è molto e gli operai a volte scarseggiano: è vero. Ma non possiamo non ricordarci che un uomo, una donna accesi d’amore sono in grado di rendere il cento per uno.