Fatti
“Un rifugio sicuro”, “un’oasi di stabilità”: il mondo in fiamme e il contesto di crescente incertezza geopolitica rivalutano profilo e ruolo dell’Unione europea. Questo, almeno, stando agli oltre 26mila cittadini europei intervistati fra aprile e maggio da Eurobarometro (che pubblica sondaggi per conto dell’Ue). Secondo il rapporto diffuso a Bruxelles il 1° luglio, il 75% degli europei vede appunto l’Ue come “un’oasi di stabilità in un mondo travagliato”, con un aumento di 8 punti percentuali rispetto al periodo ottobre-novembre 2025, rappresentando il secondo valore più alto registrato nell’ultimo decennio. In Italia, questa percezione è ancora più forte rispetto alla media europea. Oltre otto italiani su dieci (81%) concordano sul fatto che l’Ue “rappresenta un luogo stabile in un contesto geopolitico instabile”; un dato in crescita di ben 11 punti rispetto all’autunno 2025.
Pessimisti e ottimisti. “I recenti sviluppi a livello mondiale – si legge nel commento ai numeri fornito da Eurobarometro – hanno aggravato la visione pessimistica degli europei sul futuro del mondo (il 58% è pessimista e il 38% è ottimista)”. Dall’autunno 2025 il tasso di pessimismo riguardo al futuro del mondo è aumentato di 6 punti percentuali. “L’umore generale dei cittadini oscilla tra incertezza (44%) e speranza (43%), che sono le due emozioni più citate per descrivere il proprio stato d’animo attuale”. Pur condividendo le preoccupazioni degli altri europei per il futuro del mondo (il 57% è pessimista), gli italiani si mostrano più ottimisti riguardo al futuro dell’Unione: il 63% si dichiara ottimista, rispetto al 58% della media Ue. Tuttavia, il livello di incertezza in Italia è più alto rispetto alla media europea (56%, rispetto al 44% della media Ue).
Il contributo alla pace. “In un contesto mondiale in continua evoluzione, caratterizzato da mutamenti nelle alleanze, il 74% degli europei considera vantaggiosa l’appartenenza del proprio Paese all’Ue”. Il contributo dell’Ue alla tutela della pace e al rafforzamento della sicurezza è considerato “uno dei principali e più importanti vantaggi dell’appartenenza all’Unione” (40%, +3 punti percentuali dalla primavera del 2025). Al secondo posto (34%) si colloca la più stretta cooperazione tra gli Stati membri derivante dall’adesione. In Italia, a differenza della media Ue, i cittadini collocano l’indipendenza energetica al primo posto tra le priorità geopolitiche. “In un momento di incertezza globale, gli europei vedono sempre più l’Unione europea come un punto di riferimento e di stabilità. In un mondo attraversato da crisi, questa fiducia rappresenta la più grande risorsa dell’Europa. Ma comporta anche una chiara aspettativa: che agiamo con determinazione per garantire sicurezza, prosperità e opportunità ai nostri cittadini”, ha dichiarato la presidente dell’Europarlamento, Roberta Metsola.
Difesa e competitività economica. I cittadini europei ritengono che, per rafforzare la propria posizione globale, l’Ue dovrebbe concentrarsi su difesa e sicurezza (39%) e sull’indipendenza energetica (35%). Quest’ultima ha guadagnato 6 punti rispetto all’autunno 2025. Al terzo posto, la competitività e l’economia sono considerate un altro settore prioritario per rafforzare il ruolo dell’Ue sulla scena mondiale. In Italia, in particolare, “il 68% dei cittadini ritiene che il Paese abbia beneficiato dell’appartenenza all’Unione, un dato inferiore alla media dell’Ue, ma in aumento di 3 punti percentuali rispetto alla primavera 2025”. Inoltre, “gli italiani sono più propensi della media europea ad associare l’appartenenza all’Ue alla tutela della pace e al rafforzamento della sicurezza (43% contro il 40% della media Ue”).
Il costo della vita preoccupa gli italiani. Il nuovo sondaggio Eurobarometro valuta fra l’altro come i cittadini percepiscono la qualità della vita nell’Ue. In generale, questa è vista in modo positivo: “L’83% degli intervistati si dichiara soddisfatto della propria qualità di vita, contro un 17% che afferma di non esserlo”, riferisce il report di Eurobarometro. Tuttavia, “questa percentuale scende al 69% per coloro che hanno occasionalmente difficoltà a pagare le bollette e ad appena il 40% tra coloro che incontrano queste difficoltà quasi sempre”. “La salute fisica e mentale (51%) e la situazione finanziaria (49%) sono considerate le componenti principali di una buona qualità della vita”. Gli italiani “nutrono aspettative ancora più elevate nei confronti del ruolo protettivo dell’Unione: il 71% ritiene che l’Ue dovrebbe svolgere un ruolo più importante nella protezione dei cittadini dalle crisi globali e dai rischi per la sicurezza, rispetto al 68% della media europea”. “L’inflazione, l’aumento dei prezzi e il costo della vita rappresentano una preoccupazione più forte in Italia rispetto alla media dell’Ue”.