Fatti | Calcio Padova
Conquistata la salvezza, il Padova si trova di fronte, nell’ultima partita della stagione, il Cesena al Dino Manuzzi. Una partita che sa proprio di chiusura di un cerchio aperto il 4 agosto 2024 con Andreoletti esordiente sulla panchina biancoscudata, nella gara di Coppa Italia che vide il Cesena vincere per 3-1 (reti di Kargbo, Christian Shpendi e Francesconi per i romagnoli, Bortolussi per il Padova), ma che diede il via alla stagione che portò i biancoscudati a vincere il campionato e a essere promossi in cadetteria, confermandosi poi quest’anno nella categoria con l’ossatura di quella squadra, e che potrebbe essere l’ultima partita per alcuni “senatori”. Una partita che dal punto di vista della classifica non cambia le sorti del Padova, ma potrebbe cambiarle per il Cesena, allenato dall’ex Roma e nazionale inglese Ashley Cole, a quota 46 punti alla pari di Avellino e Mantova, in lotta per l’ultimo posto disponibile per i play-off. Interessante sarà vedere come si evolverà anche la zona retrocessione: Empoli e Südtirol sono a 40 punti, l’Entella a 39, il Bari a 37, mentre chiudono la classifica Reggiana, Spezia e Pescara a quota 34. Monza-Empoli, Südtirol-Juve Stabia, Entella-Carrarese, Catanzaro-Bari, Pescara-Spezia e Reggiana-Sampdoria sono le partite da tenere d’occhio per capire chi retrocederà direttamente e chi si giocherà la speranza della salvezza ai play-out. Tornando alla sfida dei biancoscudati, per disposizione degli organi competenti non saranno presenti tifosi residenti in Veneto. Gli ultras si sono però dati appuntamento alle Favelas — la zona delle biglietterie dello stadio Euganeo — per seguire la partita.
Cesena e Padova si ritrovano di fronte con obiettivi diversi ma con un comune denominatore: la voglia di scrivere un finale di stagione all’altezza del percorso fin qui compiuto. I biancoscudati arrivano alla sfida del Manuzzi forti dell’aritmetica salvezza conquistata grazie alla rete di Christian Pastina contro il Pescara, un traguardo che permetterà al club veneto di disputare due stagioni consecutive in Serie BKT per la prima volta dal ciclo 2009/10-2013/14, quando i patavini infilarono cinque annate di fila nel torneo cadetto. Un Padova che nei precedenti recenti contro i romagnoli ha faticato non poco: dopo tre successi consecutivi, infatti, i biancoscudati hanno vinto soltanto una delle ultime sei sfide di campionato contro il Cesena (2N, 3P), proprio quella dell’1-0 esterno del 6 dicembre 2013 firmato da Cristian Pasquato. Il fattore campo, storicamente, ha sorriso ai bianconeri, capaci di tenere la porta inviolata in otto delle 11 sfide casalinghe disputate contro il Padova in Serie BKT (73%); negli ultimi quattro precedenti interni, però, i romagnoli sono incappati in due sconfitte, incassando quattro reti dopo che nelle sette precedenti ne avevano subita soltanto una. Per il Cesena, attualmente nono in classifica con 46 punti a pari merito con Avellino e Mantova, la posta in palio è altissima: secondo l’Opta Predictor, i bianconeri sono la squadra con le maggiori possibilità (48,4%) di agguantare l’ultimo posto disponibile per i playoff tra le cinque ancora in corsa. Servirà però ritrovare la via del gol, smarrita ormai da tempo: escludendo l’autorete di Federico Davi contro il Südtirol, il Cesena non segna in campionato dal 21 marzo, quando Tommaso Berti — classe 2004, peraltro il giocatore più giovane del torneo in corso a vantare almeno 50 tiri e almeno 50 occasioni create — andò a segno contro il Catanzaro. Attenzione, di contro, alle palle inattive del Padova: i biancoscudati sono la squadra che in percentuale ha segnato più gol da corner in questo campionato, l’11 sui 35 complessivi, pari al 31%, compreso proprio quello decisivo di Pastina contro il Pescara. Curiosità in chiave singoli per Kevin Varas: l’ultima rete in campionato dell’ecuadoriano risale alla gara d’andata contro il Cesena dell’8 dicembre, e da allora nessun centrocampista ha collezionato più presenze di lui senza tornare al gol in Serie BKT (22 partite a secco, alla pari di Emanuele Zuelli). Sul fronte delle scelte, Villa sarà l’unico squalificato in casa Padova, mentre tra i diffidati figurano Berti, Castrovilli, Mangraviti e Piacentini per il Cesena, Crisetig e Varas per gli ospiti.
Si presenta in conferenza stampa con la serenità di chi ha appena tagliato il traguardo, ma con l’animo di chi non vuole concedere nulla all’approssimazione. Roberto Breda introduce così la sfida del Manuzzi contro il Cesena, ultima fatica di una stagione che ha visto i biancoscudati conquistare l’aritmetica salvezza: «Si vogliono fare i più punti possibili. Certamente non c’è l’ansia e lo stress di qualche settimana fa, però la mentalità deve essere sempre la stessa: quella di chi lavora in una certa maniera, e noi l’abbiamo fatto, e di chi poi va in campo e gioca per fare i tre punti. Vogliamo far bene e lo pretendiamo da noi stessi proprio perché è nel DNA di questo gruppo avere sempre questo tipo di atteggiamento. Ci aspetta una partita con delle difficoltà, contro una squadra che lotta per i playoff, ma c’è anche l’idea di provare a raggiungere chi ci sta davanti, ed è un obiettivo che vogliamo mantenere». Sull’avversario, il tecnico non nasconde il rispetto: «Il Cesena è una squadra che ha giocatori importanti. Davanti, soprattutto con Shpendi, ma ci sono tanti giocatori di qualità, quindi è sicuramente un avversario che ha dei valori. Ha cambiato guida tecnica cercando di portare idee nuove: a volte funziona, a volte no, però rimane una squadra competitiva e, secondo me, è più in salute di quello che dicono i risultati delle ultime partite». E sul rischio di un atteggiamento sbagliato da parte dei suoi, Breda non ha dubbi: «Spero, e sono quasi convinto, che l’atteggiamento non sarà sbagliato, proprio perché nella mentalità di un professionista c’è l’obbligo, a prescindere dalle variabili esterne, di essere fedele all’integrità e alla dignità della propria persona».
Sul fronte delle scelte, il tecnico annuncia qualche rotazione, senza però snaturare l’undici: «Qualcosa cambio, ma sono convinto che sarà la miglior formazione possibile per domani. In queste partite non ho cambiato tanto perché avevamo poco margine: i match a disposizione erano talmente pochi che quando porti dei cambiamenti rappresentano sempre un’incognita, e noi dovevamo cercare di togliere più incognite possibili. Però ci sono tanti ragazzi che meritavano di giocare dall’inizio e domani per qualcuno ci sarà spazio. Sono comunque convinto che sarà una formazione che non mi cambia niente a livello di garanzie». Capitolo portiere, con il possibile impiego di Fortin dal primo minuto al posto di Sorrentino: «Sulla staffetta non lo so, vediamo. Fare staffetta vuol dire non mettere davanti l’obiettivo del risultato: di solito uno fa una scelta e poi la porta avanti. Mi comporterebbe sprecare un cambio che magari potrebbe servirmi in altre zone del campo. Detto questo, Mattia può giocare, è una delle opzioni: è stato in ballottaggio nelle mie scelte fin dall’inizio, da quando sono arrivato, faccio molto affidamento su di lui. Ha sempre lavorato bene a prescindere dal fatto che giocasse o meno, perciò sicuramente può essere un giocatore che domani parte titolare». Nessun innesto dalla Primavera, invece: il gruppo sarà quello consueto della prima squadra.
Sul piano della tenuta mentale, Breda chiede ai suoi di non confondere la serenità con il rilassamento: «Dobbiamo essere bravi a non avere l’ansia che la classifica ti dava in precedenza, ma allo stesso tempo dobbiamo mantenere quella mentalità che ti faceva andare oltre gli ostacoli per portare a casa i punti, proprio perché ne avevi bisogno. Lo spirito vincente e l’animo competitivo dobbiamo mantenerli intatti. Cos’è cambiato? Che puoi accettare un risultato in maniera diversa, ma l’approccio alla gara devi condurlo nel migliore dei modi. Il mio gruppo ha dei valori morali talmente importanti che non può accettare di non mettersi sempre in gioco». Una settimana, quella appena trascorsa, vissuta con un peso specifico differente rispetto alle precedenti: «Lo stress è zero. Ho avuto un solo dispiacere: volevo prendere la bicicletta per fare un giro per Padova in questo periodo, ma per ora non è stato possibile. È un dazio che pago volentieri, magari capiterà più avanti. Tutto lo stress accumulato è svanito, ed è il giusto premio per un gruppo eccezionale. Quando sono arrivato ho detto loro: “Tutto bene, ma il margine di errore è zero”. Non era facile, ma sono stati bravi a non sbagliare nulla». Tra gli obiettivi residui, c’è anche quello di migliorare il rendimento esterno: «Nella preparazione di una gara e nella mentalità di un gruppo, in casa e fuori casa, deve esserci sempre l’obiettivo di fare il massimo risultato. Sotto quel punto di vista vorremmo far meglio. Sono state due trasferte con me un po’ particolari: a Frosinone non è che molte squadre abbiano vinto e lavoravamo insieme da pochissimo tempo; contro l’Entella, a Chiavari, loro avevano fatto 31 punti su 39 in casa, a dimostrazione che non era un campo semplice. Però non cerchiamo scuse: la voglia di fare risultato anche fuori casa dobbiamo averla e coltivarla sempre».
Sul futuro, sia della squadra sia personale, il tecnico predica prudenza. Sulla possibile rivoluzione estiva: «Sui traguardi più o meno alti faccio fatica a fare previsioni. Porto l’esempio dello Spezia: l’anno scorso ha fatto la finale dei playoff, e invece guarda dove si trova. Nella dinamica della creazione di un gruppo c’è certamente la necessità di inserire qualità tecniche e fisiche, ma la priorità è far diventare un gruppo una vera squadra. È un passaggio che noi abbiamo completato e che, magari, non sono riuscite a fare proprio quelle formazioni che ci stanno sotto in classifica. Devi essere bravo a creare un’identità. In questo momento c’è solo da fare i complimenti a questo gruppo, non bisogna parlare di rinforzi». Sul proprio futuro, nessun incontro ancora fissato con la dirigenza: «Non ne abbiamo parlato. Intanto pensiamo alla partita di domani e poi si vedrà cosa succede in futuro. Ci siamo conosciuti, abbiamo fatto un pezzo di percorso insieme e valuteremo cosa fare». Per quanto riguarda la programmazione post-partita, infine, l’ipotesi è quella di un “rompete le righe” piuttosto rapido: «Stiamo valutando, ma l’idea è di fare poco. Poi vedremo quanto poco». Spazio anche a un pensiero per i tifosi biancoscudati, ai quali è stata vietata la trasferta romagnola: «Credo veramente, e non è una frase di circostanza, che sia assurdo e a volte comodo far restare a casa le persone. È sempre una sconfitta del sistema quando dei tifosi non possono andare in trasferta a vedere la propria squadra. La soddisfazione in casa se la sono tolta nell’ultima gara. Sarebbe stato bello averli a Cesena e chiudere l’anno fuori casa con loro, perché sono convinto che se fosse stato permesso ne sarebbero venuti parecchi. Cercheremo di regalare qualche gioia sul campo anche a quelli che dovranno seguirci da casa». Nessun fioretto, né scaramanzie particolari: «Sono mediamente religioso, mi affido alla fede, ma non credo nella scaramanzia. Penso nel lavoro. Non faccio fioretti perché credo vadano fatti per cose molto più importanti. Sono convinto dei nostri mezzi, quindi va bene così».
PORTIERI: 14 Fortin, 1 Mouquet, 22 Sorrentino
DIFENSORI: 4 Belli, 13 Boi, 72 Faedo, 30 Favale, 18 Ghiglione, 58 Pastina, 5 Perrotta,
CENTROCAMPISTI: 21 Bacci, 17 Capelli, 6 Crisetig, 23 Di Maggio, 77 Di Mariano, 8 Fusi, 86 Giunti, 41 Silva, 7 Varas
ATTACCANTI: 20 Bortolussi, 92 Buonaiuto, 24 Caprari, 11 Seghetti
CESENA (4-2-3-1): Siano; Ciofi, Zaro, Mangraviti, Frabotta; Berti, Bisoli; Ciervo, Shpendi, Olivieri; Cerri. All. Cole
PADOVA (3-5-2): Fortin; Faedo, Perrotta, Pastina; Ghiglione, Fusi, Crisetig, Di Maggio, Silva; Buonaiuto, Seghetti. All. Breda
Arbitro Alberto Ruben Arena (sezione di Torre del Greco). Assistenti: Emmanuele e Rinaldi. IV ufficiale: Allegretta. Al Var ci sarà Paolo Silvio Mazzoleni della sezione di Bergamo, Avar affidato a Monaldi (sezione di Macerata). (Diretta Tv DAZN, “La B Channel”, diretta radiofonica su Radio Veneto24)