Fatti
Un’azienda e il suo parco delle api. È il progetto su cui dal 2022 sta scommettendo Fratelli Campagnolo di Romano d’Ezzelino, puntando su un’iniziativa di sostenibilità che in questa primavera sta letteralmente sbocciando. La nota azienda di articoli di abbigliamento sportivo – che conta oltre 1.200 dipendenti di cui più di 600 in Italia – ha “arruolato” quattro anni fa Giorgia Sartori, responsabile per la sostenibilità con un compito ben preciso: promuovere progetti a favore dell’ambiente e del benessere dei dipendenti. Una delle primissime iniziative promosse dal Gruppo riguarda proprio il parco delle api, un progetto nato per valorizzare il grande parco aziendale di diecimila metri quadrati: «Prima di ricoprire questo incarico mi occupavo di commerciale estero, quindi per me è stata una sfida nuova. Mi sono chiesta: da dove partire? La sostenibilità è un tema vasto che tocca vari ambiti, quindi serviva un progetto coerente con la nostra realtà. L’idea mi è venuta leggendo un articolo
su un’iniziativa realizzata a Milano, dove erano state portate alcune arnie in città. Nello stesso periodo l’associazione 4Tree Aps – che si è occupata, tra l’altro, di ripopolare alcuni boschi divelti dalla tempesta Vaia – ci ha proposto di piantare
alberi e arbusti autoctoni nel nostro parco e, perché no, di posizionare anche delle arnie».
In prima battuta, spiega Sartori entrando nel cuore del progetto, hanno installato le casette per le api che oggi producono il miele che l’azienda distribuisce anche ai suoi dipendenti. Sono quattro famiglie di Apis Mellifera Ligustica per un totale di otto arnie: «La produzione è piccola ma professionale, al punto che abbiamo deciso di iscriverci all’Associazione regionale apicoltori del Veneto – aggiunge la responsabile – La distribuzione del miele non è comunque il nostro obiettivo principale che resta quello di portare questi insetti in un contesto urbano per favorire l’impollinazione delle piante del territorio. È infatti noto che le api sono indispensabili per il 75 per cento delle coltivazioni agrarie e non solo; grazie al loro “lavoro” si garantisce biodiversità e la tutela dell’ambiente».
Quello che continua a incuriosire è la presenza di arnie in città. Non soffrono le api? «Affatto, stanno meglio che in campagna perché in città non ci sono pesticidi. E qui veniamo alla seconda parte del progetto: inizialmente abbiamo lasciato le api libere di procacciarsi il polline, ma ci siamo chiesti se per loro non fosse più agevole avere delle piante più vicine – puntualizza, in conclusione, Giorgia Sartori – Così a novembre dello scorso anno, nel terreno adiacente agli uffici dell’azienda, sono state piantate 12 essenze autoctone tra cui ciliegio e tiglio selvatico, biancospino e altre per un totale di 96 esemplari. Lo scopo è quello di riqualificare l’area verde di proprietà dell’azienda e renderla produttiva di nettare e polline, senza tralasciare il benessere dei dipendenti che possono trovare ristoro nel grande parco, e godersi la natura circostante, compresa la fantastica veduta sul monte Grappa».