Fatti | Calcio Padova
Lasciato alle spalle il ritiro in Val di Pejo, il Padova di mister Calabro debutta in Coppa Italia nella suggestiva trasferta di Udine, valida per i trentaduesimi di finale: una sfida secca in programma alle ore 18:30, visibile in chiaro su Italia 1. In caso di passaggio del turno, i biancoscudati se la vedrebbero nei sedicesimi contro la vincente di Venezia-Modena. Un antipasto in vista dell’inizio del campionato, che scatterà domenica 23 agosto e vedrà la squadra volare a Pisa, con il calcio d’inizio fissato alle 19. Una partita che potrà dire molto sulla condizione fisica e tattica del gruppo dopo l’amichevole disputata a Monza contro la squadra brianzola, finita con un pareggio per tre a tre. Una sfida a Ferragosto che non ha impedito a oltre 700 tifosi biancoscudati di organizzarsi per assistere al match, nonostante l’obbligo di possesso della Fidelity Card e quello di acquistare il biglietto esclusivamente nel settore ospiti. Una vigilia che vede proseguire le voci di mercato, come la ricerca, da parte del direttore sportivo Massimiliano Mirabelli, di una punta di rilievo, oltre a un difensore e a una mezzala. Per l’attacco persistono i nomi di Moro del Sassuolo (altro possibile cavallo di ritorno dopo Lovato, nuovo capitano), Cheddira (accordo trovato con il giocatore ma non con il Napoli, detentore del cartellino) e Stiven Shpendi, anche se quest’ultimo rimane una pista difficile: il Padova avrebbe già trovato l’accordo con l’Empoli, ma il giocatore non è convinto e vuole aspettare una chiamata dalla serie A. Per la difesa sembra esserci l’interesse per Nicolò Calabrese del Verona, nell’ultima stagione alla Carrarese proprio agli ordini di mister Calabro; come mezzala rimbalzano invece i nomi di Rispoli del Como, Berenbruch dell’Inter, Zeroli della Juve Stabia e Dalla Vecchia del Torino. Rimangono in uscita invece Buonaiuto, Favale, Barreca e Gomez.
Alla vigilia del primo match ufficiale della stagione biancoscudata, il Padova torna a misurarsi con una squadra di Serie A, ma stavolta con una qualificazione in palio: a Udine si gioca il debutto in Coppa Italia e Antonio Calabro non ha alcuna intenzione di considerare la coppa un orpello.
«Motivazioni della squadra altissime, e danno l’anima quando giocano in allenamento per vincere la partita, non vedo perché, quando c’è qualcosa in palio, non bisogna fare altrettanto. Perdere non piace a nessuno», ha esordito il tecnico in conferenza stampa, consapevole però del salto di categoria: «Il coefficiente di difficoltà si alza, e la possibilità di errori in campo deve essere molto bassa se vuoi cercare di passare il turno». Per il Padova, ha spiegato, la trasferta al Bluenergy Stadium vale soprattutto come esame: «È uno step ulteriore nella valutazione della crescita della squadra, non solo fisicamente, ma anche mentalmente e tatticamente».

Sulla formazione, nessuna concessione: «Io cerco di mettere la migliore formazione, sempre. È ovvio che c’ho in testa le idee, che sono chiare e anche le scelte sono anche in prospettiva della prima giornata di campionato». Nessun indizio, però, e non per riservatezza verso la stampa: «Formazione no, neanche sotto tortura, non la sanno i ragazzi, sarebbe poco rispettoso nei loro confronti”. L’unica certezza riguarda gli assenti con Seghetti e Marcolini che non saranno della partita.
Al debutto ufficiale sulla panchina biancoscudata, l’allenatore ha parlato di «Emozioni belle, senso di responsabilità nei confronti di una piazza che mi ha accolto benissimo, che ho iniziato a vivere, anche la città, ho iniziato a vivere anche i padovani», precisando poi, sorridendo, che non si tratta di un peso: «Non è una sensazione di responsabilità che mi opprime, è una cosa bella e non vedo l’ora di vedere in campo una squadra che dia anche queste sensazioni a me». Un entusiasmo che la squadra deve saper reggere: «Anche nella partita di domani sera magari tante difficoltà ci saranno, ma con la mentalità giusta e con l’atteggiamento giusto se ne può venire fuori sempre da squadra».
Sul punto della preparazione — 35 giorni dal raduno dell’11 luglio, con innesti arrivati a scaglioni — Calabro invita a leggere il calendario con attenzione: «Sono diversi i 35 giorni. C’è una prima parte in ritiro dove ho lavorato con un gruppo, poi quando siamo tornati e ci sono stati degli inserimenti, inserimenti graduali». Le priorità non sono state solo di campo: «Sono priorità secondo me fisiche e soprattutto mentali dove sono andato a battere più di altre situazioni in una piazza così passionale come Padova». L’obiettivo è: «Formare una squadra e non soltanto tanti giocatori che formano un gruppo. Si passa dalle esperienze di campo, dalle partite vere, dalle difficoltà, soprattutto».
Quanto alle indicazioni attese contro l’Udinese — anche alla luce dei gol un po’ regalati nell’ultimo test — il tecnico chiede progressi su più fronti: «I progressi devono essere fisici, devono essere tattici, devono essere tecnici e quindi evitare di dare già a una squadra di per sé forte, dei vantaggi su alcune valutazioni tecniche». Ma la vera cartina di tornasole è un’altra: «Quello che più mi interessa è avere una mentalità che sia da linea guida per quello che poi ci deve trovare il campionato». Sa bene quali rischi comporta andare a pressare alto sui riferimenti avversari: «Se poi tu ti scopri dietro concedi l’uno contro uno e hanno degli attaccanti molto bravi sia tecnicamente che fisicamente nell’andare a ribaltare l’azione». Per questo la valutazione riguarderà l’intero arco dei novanta minuti: «A me interessa vedere il timbro al cospetto di una squadra che fa la Serie A da tanti anni, di avere il timbro soprattutto nelle difficoltà”. E ancora: «Quella sofferenza, quella predisposizione al sacrificio da parte di tutti, quello è uno step che mi piace vedere migliorato domani».
A due mesi esatti dal suo arrivo ufficiale, il bilancio ambientale è senza ombre: «Solo cose positive, solo cose positive veramente, perché poi adesso senza l’ansia del risultato e delle prestazioni ovviamente è tutto rose e fiori». Il nuovo mister inoltre conferma di essersi ambientato nella città del Santo e di aver conosciuto le persone e «Soprattutto l’impianto sportivo dove facciamo allenamento», elogiando «Le splendide persone che compongono questa società che ogni giorno ci permettono di avere un’organizzazione tale da non farci mancare niente per lavorare». Con un avvertimento sul proprio metodo: «Ci sarà la mia mentalità, spesso a gamba tesa, ma gioco forza devo farlo».
Capitolo singoli. Con Pompetti aggregato per l’intera settimana e Scaglia arrivato da pochi giorni, il tecnico ha chiarito i ruoli: «Pompetti lo abbiamo preso per fare l’interno di centrocampo. Zuelli lo abbiamo preso per fare il pivot», aggiungendo che entrambi possono agire «Sia un centrocampo a due entrambi, sia un centrocampo a tre: Pompetti pivot e Zuelli mezzala». È il concetto di duttilità annunciato già nella prima conferenza: «Saranno presi dei giocatori funzionali, che possono ricoprire più ruoli sia nello stesso sistema di gioco che in determinate rotazioni», perché «Entrambi i giocatori possono garantirmi tutte i ruoli in entrambe le fasi». Sulla collocazione, pro e contro sono espliciti: «Se lo metti centrodestra (Pompetti) ci sono delle cose positive nel rientro, nel calciare in porta, nell’imbucata, nel cambio di gioco, nella verticalizzazione; se lo metti centrosinistra hai dei pro se attacca lo spigolo e mette i cross». In ogni caso, le qualità restano: «Lui ha un gran tiro, ha una grande imbucata, ha un gran cambio di gioco… questo lo può fare sia da pivot davanti alla difesa che da interspazio». Anche sui piazzati il ventaglio è ampio: «C’è Caprari, c’è lo stesso Cocchi, lo stesso eh Pompetti, lo stesso Zuelli… quindi abbiamo dei giocatori che ci garantiscono sui piazzati una gittata importante».
C’è spazio anche per una nota personale: in settimana Calabro ha compiuto 50 anni, festeggiati con la squadra insieme a Lasagna. «Sì, m’ha fatto piacere, ovviamente. È ovvio che non cambia niente, non cambia niente per me. E comunque è stato bello perché è venuto a trovarmi la mia famiglia, mia moglie, mia figlia, e le mie figlie».
Infine il mercato, a poco più di due settimane dalla chiusura e con una dozzina di volti nuovi già arrivati: «Non manca niente. Sono soddisfatto completamente del lavoro fatto», ha tagliato corto il tecnico, rimandando eventuali valutazioni «A chi di dovere, che ha più responsabilità di me su questo campo». Con una chiusura che è quasi una dichiarazione d’intenti: «Noi dobbiamo un po’ toglierci e scrollarci di dosso questa mentalità, con noi allenatori di pretendere. Noi dobbiamo far migliorare i giocatori che abbiamo a disposizione. Poi più ce ne sono, meglio è».
PORTIERI: 1 Mouquet, 12 Scaglia, 22 Sorrentino
DIFENSORI: 5 Lovato, 13 Bordoni, 18 Silletti, 24 Carissoni, 27 Dellavalle, 32 Sgarbi, 34 Cocchi, 58 Pastina, 72 Faedo
CENTROCAMPISTI: 4 Bacci, 6 Giunti, 7 Varas, 8 Fusi, 14 Pompetti, 17 Capelli, 21 Zuelli, 23 Di Mariano, 98 Zanimacchia
ATTACCANTI: 10 Caprari, 15 Lasagna, 20 Bortolussi
UDINESE (3-5-2): Padelli; Abankwah, Kabasele, Solet; Vojvoda, Karlstrom, Ekkelenkamp, Piotrowski, Kamara; Zaniolo, Davis. All. Runjaic
PADOVA (3-5-2): Sorrentino; Dellavalle, Lovato, Pastina; Carissoni, Pompetti, Zuelli, Fusi, Zanimacchia; Caprari, Bortolussi. All. Calabro
Arbitro: Antonio Rapuano (sezione di Rimini). Assistenti: Miniutti e Chiavaroli. IV ufficiale: Ayroldi. Al Var Ivano Pezzuto (sezione di Lecce); Avar affidato a Gariglio (sezione di Pinerolo). (Diretta tv Italia 1)