Mosaico
Torna in splendida forma il Retratto del Gorzon, preziosa carta catastale seicentesca, custodita nel Museo civico etnografico di Stanghella.
Si tratta di una tra le maggiori rappresentazioni cartografiche esistenti, con i suoi 7,95 metri di lunghezza per 3,38 di larghezza, realizzata su 121 cartoncini, dipinti a tempera e incollati su tela di lino e canapa. «La mappa – spiega Luisa Pavanello, studiosa del Gruppo Bassa Padovana – raffigura il territorio tra Montagnana e Anguillara Veneta, delimitato a sud dall’Adige. Il suo scopo è indicato fin dal nome “Retratto”, dal latino sottrarre dalle acque, quindi bonificare. Erano i Veneziani a essere interessati ai particolari idrogeologici della zona, tra corsi naturali e artificiali, zone di ristagno e recuperate, su cui far pagare le tasse».
L’opera era stata commissionata al cartografo Hercole Peretti, nel 1633, dal Provveditore ai beni inculti della Serenissima. «Il lavoro ha una precisione tecnica notevole, considerata l’epoca. Inestimabile poi il suo valore storico, con indicazioni fino al 1400. È testimoniato infatti che Peretti avesse aggiornato una mappa di oltre un secolo prima e che si fosse concentrato sugli aspetti agronomici, trascurando di aggiornare borghi come Granze e Stanghella, sorti già nel 1500. Assente anche il duomo di Montagnana, pur del 1509. Curiosi e interessanti sono però molti altri dettagli, come i tipi di colture, locande, mulini e alberi sacri, ma soprattutto la posizione di villaggi, poi scomparsi». Proprio questi ultimi hanno messo gli studiosi della Bassa sulle tracce di siti ricchi di reperti, che sono stati raccolti in una rete di musei locali, nati di riflesso. Una svolta culturale partita dunque dopo il casuale rinvenimento del Retratto, a fine anni Sessanta, proprio nella soffitta dell’edificio che ora lo ospita.
Da fine 2025, a far tornare nitidi tutti i particolari dell’opera, danneggiata da umidità e polveri, sono giunti a Stanghella i restauratori dell’Abbazia di Praglia, già esperti di un precedente intervento sulla mappa. Pulita con metodi e materiali naturali, la grande carta è ora ben visibile, nella teca orizzontale della sala a lei dedicata, che è stata dotata di maggiori tutele conservative, quali nuove luci e un moderno impianto deumidificante, mentre la visione dei dettagli è supportata da un’area multimediale. Promotore dell’intervento è il Gruppo Bassa Padovana, che ha riunito una cordata di sponsor con il Comune di Stanghella capofila. La Fondazione Cariparo ha stanziato 53 mila euro degli oltre 87 mila in preventivo e contributi sono poi arrivati anche da una quindicina di paesi, tra quelli raffigurati nel Retratto e da altri enti territoriali.
L’inaugurazione è il 18 aprile alle 17 al Museo di Stanghella.