Mosaico | Sagre e Feste
L’estate, nelle nostre comunità, ha il profumo delle serate trascorse insieme, delle tavolate condivise e del lavoro di tanti volontari. È questo lo spirito che anima anche le tradizionali feste di comunità delle parrocchie di San Nicola a Taggì di Sotto e dei Santi Damiano e Cosma a Taggì di Sopra.
A Taggì di Sotto la sagra si svolge il 26, 27 e 28 giugno e il 3, 4 e 5 luglio, negli spazi del centro parrocchiale e nel campetto esterno, trasformati per alcuni giorni in un luogo di incontro aperto a tutti. Una tipica sagra estiva, fatta di buona cucina, piatti preparati con cura dai volontari, momenti di svago e occasioni per stare insieme. Un appuntamento semplice, ma prezioso, che continua a richiamare famiglie, giovani e anziani. Seguirà la seconda sagra estiva a Taggì di Sopra, il 10, 11 e 12 luglio e il 17, 18, 19 e 20 luglio, che manterrà lo stesso spirito di accoglienza e convivialità.
Nel presentare queste feste don Cesarino Bordignon, parroco di entrambe le comunità, richiama il significato più profondo della sagra, riprendendo una riflessione proposta dal vescovo di Pinerolo Derio Olivero. Le feste patronali e di comunità, non nascono soltanto per offrire occasioni di svago, ma per creare relazioni, rinsaldare legami e rafforzare il senso di appartenenza a una storia e a un territorio condivisi.
«La sagra continua ad avere valore quando riesce a farci uscire dalle nostre case e dalle nostre abitudini per riscoprirci parte di una comunità più grande – spiega don Cesarino – In quei giorni ci si incontra, si conversa, si collabora e si condivide del tempo insieme. Anche attorno a un piatto di polenta e costicine possiamo ritrovare il gusto delle relazioni e sentirci parte di qualcosa che ci unisce».
È forse proprio questo il segreto di feste che, pur cambiando nel tempo, continuano ad attrarre persone di ogni età. «Dietro agli stand, alle cucine e ai tavoli – conclude il parroco – c’è una comunità che si mette in gioco e che, attraverso il servizio di tanti volontari, testimonia concretamente il valore dell’accoglienza. Perché una festa riesce davvero quando fa sentire ciascuno meno solo e più parte di una comunità».