Chiesa | Diocesi
Da tempo i finestroni della chiesa avevano bisogno di essere restaurati: i telai, spiega il parroco don Franco Marin, ormai «soffrivano». È stato possibile quando la Cei, con i fondi dell’8 x mille e un contributo della Fondazione Cariparo, ha finanziato un intervento di oltre 200 mila euro. Dopo i passaggi con l’Ufficio beni culturali della Diocesi e la Soprintendenza, e dopo aver sentito tre aziende, la parrocchia ha scelto Arte Poli, lo studio fondato a Verona nel 1953 da Albano Poli.
Alla ditta era stato chiesto un restauro conservativo. Ma la parrocchia aveva aggiunto una richiesta, senza altra pretesa che la speranza in un favore: «Visto che fate un lavoro così importante, quando arrivate alla trifora di facciata, potete pensare a qualcosa che richiami il Sacro Cuore?». Arte Poli ha accettato. Sono stati presentati più bozzetti, sottoposti alla Commissione diocesana di arte sacra e alla fine approvati. Il parroco parla di «ciliegina sulla torta» e di un’azienda «forte, competente e anche paziente».
La chiesa è dedicata al Sacro Cuore fin dalla consacrazione, nel 1945; la scritta riprende l’ultima enciclica di papa Francesco, Dilexit nos («Ci ha amati»), del 2024. Chi passa a vederla, aggiunge don Marin, nota subito «un grande effetto».
La cosa più importante, per il parroco, non è però la vetrata. Durante la festa della comunità la parrocchia ha portato in tutte le famiglie di Torreglia un cartoncino con la foto della trifora e una preghiera in cui dice come intende il proprio essere dedicata al Sacro Cuore. Parla del Cuore di Gesù come di un «amore immeritato e inimmaginabile», di un cuore che resta aperto e vorrebbe cambiare il nostro fino a renderci capaci di «trasformare ogni disgrazia in grazia». La vicenda è stata illustrata ai fedeli nelle messe domenicali di fine giugno. Quanto al resto, la parrocchia gli sembra «serena» e «coesa», una comunità dove le differenze «arricchiscono il respiro».