La città natale di Padre Pio, Pietrelcina oggi in festa per una data molto significativa nella storia del santo e dei fedeli. Il 14 agosto del 1910, infatti, padre Pio celebrava la messa, per la prima volta, nella chiesa parrocchiale di Santa Maria degli Angeli, oggi anche santuario diocesano di Benevento. Sullo stesso altare oggi pomeriggio, alle 17.30, una solenne concelebrazione eucaristica sarà presieduta da mons. Felice Accrocca
“Siamo qui insieme stamattina per pregare il Signore per le anime dei nostri fratelli e sorelle morti nella terribile tragedia. E siamo qui per pregare il Signore per tutte le persone che soffrono e per chiedere al Signore la grazia di essere sempre più capaci insieme di supportare anche queste fatiche e queste difficoltà, queste tragedie”.
“Non c’è mai stata né mai ci sarà un’indicazione da parte della Conferenza episcopale italiana a raccogliere firme contro la legge sull’autonomia differenziata. E soprattutto a farlo nelle parrocchie”.
Le ferie, con la conseguente sospensione delle attività e la riduzione del personale, di per sé insufficiente, aggravano notevolmente le già difficili condizioni di vita nelle carceri durante i mesi estivi, rendendo il Ferragosto un periodo particolarmente pesante. Le parole di mons. Fibbi e don Rulli
L’ispettore generale dei cappellani offre una visione pastorale delle norme approvate. Tra gli aspetti positivi, l’aumento del numero della Polizia penitenziaria e anche e procedure più snelle per concedere di uscire dal carcere in anticipo
Il giorno 13 agosto è deceduto all’Ospedale di Rovigo don Nello Castello, dopo un brevissimo ricovero. Lo scorso mese di maggio aveva compiuto 100 anni.
Tensione altissima, soprattutto nelle zone di confine. Il Sir ha raggiunto telefonicamente mons. Maksym Ryabukha, vescovo ausiliare dell'esarcato greco-cattolico di Donetsk. “Per noi ormai è chiaro che la pazzia dell'occupazione russa non ha limiti. Non sai mai fino a dove possono spingersi”, dice. “Ma è chiaro anche che non possiamo fermarci allo stupore degli eventi. Dobbiamo comunque continuare a vivere”. “Speriamo che a vincere sia la buona ragione”
Le due “ore” cardine della giornata sono infatti le Lodi e i Vespri, il sorgere del sole e il suo tramonto. Il mattino segna, con l’aurora, il sorgere della luce e pone fine al silenzio della notte, durante la quale l’oscurità e le tenebre, associate al sonno, hanno posto l’uomo di fronte alla sua fragilità, facendolo trepidare per un destino di morte e silenzio che lo attende. Se la notte è il tempo della trepidazione e dell’attesa, il mattino, con la vittoria della luce sulle tenebre, è promessa di novità, riaccende la speranza. Il termine della giornata, al tramonto del sole, assume invece un riferimento al mistero della croce del Signore