Libano: El Hajje (Beirut), “Non siamo una generazione che vuole la guerra”

“Non siamo una generazione che vuole la guerra, non vogliamo sperimentare tutti gli orrori e le storie che i nostri genitori ci hanno raccontato crescendo”. È forte e deciso il "no" alla guerra di Daisy El Hajje, giovane donna libanese, impegnata nel suo paese nella lotta contro la corruzione grazie ad uno dei progetti dell'opera segno “Mediterraneo frontiera di pace, educazione e riconciliazione” (Med), frutto dell’incontro di Bari “Mediterraneo frontiera di pace” del 2020. Daisy descrive al Sir come i giovani libanesi stanno vivendo questo tempo di conflitto tra Hezbollah e Israele.

Mons. Marconi (Cem): “La Chiesa è un organismo vivente, non una macchina. I cambiamenti si fanno con la crescita di parti nuove”

Si sta svolgendo a Roma il Sinodo universale dei vescovi, ma l’Italia, come altre Conferenze episcopali, ha promosso e avviato un cammino di riflessione che coinvolge tutte le componenti delle Chiese diocesane che vivono in Italia. "Di fatto il Sinodo sulla sinodalità è stato ed è ancora un processo esperienziale di cammino e riflessione comune. Non solo si è teorizzata la sinodalità, ma si è cominciato a viverla in pratica", spiega al Sir mons. Nazzareno Marconi, vescovo di Macerata e presidente della Conferenza episcopale marchigiana.

Missionari in Perù, tra foreste spettacolari e narcotraffico

La presenza dei missionari nel Paese latino-americano. Le testimonianze da Pucallpa di don Luca Zanta, fidei donum di Milano, e di padre Massimo Mattarrucchi, di Operazione Mato Grosso. Tutto ha inizio con la vicenda di don Luigi Bolla, missionario salesiano nel secolo scorso, ribattezzato Yankuam dagli indigeni Achuar. Un video ne racconta la testimonianza evangelica

Mons. Olivero (Cei), “collaborare nella differenza, per essere nelle società fermento di pace”

Oggi, 28 ottobre, si entra nel 60° anniversario della Dichiarazione Nostra Aetate del Concilio Ecumenico Vaticano II, promulgata da Papa Paolo VI il 28 ottobre 1965. Lo ha ricordato ieri all’Angelus Papa Francesco. “Soprattutto in questi tempi di grandi sofferenze e tensioni – ha detto -, incoraggio quanti sono impegnati a livello locale per il dialogo e per la pace”. Mons. Olivero, presidente della Commissione Cei per l’ecumenismo e il dialogo: “Conoscenza, stima e riconoscimento dell'altro. Sono questi i presupposti del dialogo perché aprono alla collaborazione nella differenza. Se noi come uomini e donne di religioni diverse, impariamo a rispettarci e a collaborare nella differenza e nonostante le differenze, sicuramente saremo nelle società in cui viviamo, un grande fermento di pace”.