La Scuola di formazione teologica di Thiene invita, lunedì 30 settembre, a una serata in cui il camilliano don Luciano dialoga don Luca Bortoli, direttore de La Difesa del popolo sul tema del perdono. L’appuntamento – a ingresso libero – si tiene lunedì 30 settembre alle 20.45 presso il teatro della Sede delle opere parrocchiali di Thiene (via San Francesco 4).
All’inizio del nuovo anno associativo il presidente unitario Marco Cavinato pone l’attenzione sul tema scelto per il 2024-25, partendo dal Vangelo di Luca che accompagneranno la vita dell’Ac: «Quando ebbe finito di parlare Gesù disse a Simone: “Prendi il largo e gettate le vostre reti per la pesca”».
Casalserugo L’anno pastorale, che si preannuncia ricco di progetti, prende il via con la festa della Madonna del Rosario dal 26 settembre all’8 ottobre
“Parlare di emergenza educativa significa parlare del futuro”. Ne è convinto mons. Giuseppe Baturi, arcivescovo di Cagliari e segretario generale della Cei, che nella conferenza stampa di chiusura del Consiglio permanente, a proposito delle “notizie di violenze e morte nei contesti affettivi, deputati ad essere contesti di fiducia” ha rivelato che i vescovi italiani sono “preoccupati sia per la violenza, l’istintività, la mancanza di progetto, sia perché si tratta di giovani a cui dovremmo saper trasmettere ragioni di vita e di speranza”.
Con una lettera aperta pubblicata nei giornali di tutta Europa i leader delle principali aziende hanno lanciato un grido di allarme: l’Europa rischia di perdere il treno dell’intelligenza artificiale.
La tentazione diabolica non produce le sue devastanti conseguenze se la nostra volontà umana, con l’aiuto di Dio, si impegna a resisterle. Noi, infatti, siamo liberi di accettare o di respingere le suggestioni del demonio. E Dio, da parte sua, tra i diversi aiuti, ci dà la possibilità di sapere distinguere quello che ci suggerisce Lui e quello che ci suggerisce il demonio
Papa Francesco ha dedicato l'udienza di oggi alle tentazioni di Gesù nel deserto. "Col diavolo non si dialoga, lo si scaccia". Al termine, il Papa ha esortato a pregare per la pace e per tutti i paesi martoriati dalla guerra, definendo "inaccettabile" l'escalation in Libano.