“Diffondere ovunque, attraverso l’amore di Dio e dei fratelli, la bellezza del Vangelo di Cristo!”. È l’invito del Papa ai fedeli della diocesi di Vanino e, attraverso di loro, a tutta Papua Nuova Guinea, seconda tappa del suo viaggio apostolico a cavallo di Asia e Oceania.
“Fraternità per guarire il mondo” è il tema, quanto mai attuale sia nel contesto mondiale che in quello ecuadoriano, di questo evento ecclesiale, il 53° Congresso eucaristico internazionale, che si apre oggi a Quito si e fino al 15 settembre, a 150 anni dalla consacrazione del Paese al Sacro Cuore. L’incontro, che vedrà la partecipazione di delegazioni di 53 Paesi, è preceduto da un simposio teologico sullo stesso tema. Per approfondire i tratti salienti di questo evento ecclesiale, il Sir ha intervistato padre Juan Carlos Garzón, segretario generale del Congresso eucaristico internazionale 2024
“Favorire ogni iniziativa necessaria a valorizzare le risorse naturali e umane, in modo tale da dar vita a uno sviluppo sostenibile ed equo, che promuova il benessere di tutti, nessuno escluso, attraverso programmi concretamente eseguibili e mediante la cooperazione internazionale, nel mutuo rispetto e con accordi vantaggiosi per tutti i contraenti”.
La Chiesa iberica possiede più di 3.000 edifici di interesse culturale che non solo hanno un valore storico e architettonico incalcolabile, ma sono anche spazi vivi di fede e di evangelizzazione, contribuendo a una ricchezza educativa, religiosa e culturale al servizio della società e del bene comune
L'esperienza della guerra a Gaza vissuta dai cattolici di lingua ebraica in Israele, un migliaio di fedeli in tutto che vivono in sette comunità sparse nel Paese. A raccontarla è il loro vicario, padre Zelazko: "Siamo sotto shock. C'è tanta paura per il futuro. Preghiamo per gli ostaggi, per i nostri ragazzi arruolati, per le vittime della guerra, ma non dimentichiamo i morti innocenti di Gaza. Alla guerra rispondiamo con la speranza. Nelle nostre comunità tutti, non importa che idea politica abbiano, trovano rifugio e sostegno"
“Il narcisismo d’autore è nemico della sinodalità perché contrappone l’uno all’altro, vuole mettere uno al di sopra dell’altro, umilia la comunione che è la premessa e il frutto della sinodalità”.
Essere vicini alle “periferie di questo Paese”, come hanno fatto i missionari che “non si sono arresi: questa è la vita missionaria, partire e ripartire”.
Vede la luce, grazie all'impegno della storica Marta Margotti e della Fondazione Mazzolari, un volume a suo tempo richiesto dal Vaticano al parroco di Bozzolo che, però, venne pubblicato solo molti anni dopo la sua morte. "La carità ha vinto la guerra" è il titolo, per i tipi di EDB. Don Primo si era a lungo impegnato per raccontare le opere di solidarietà della Poa nel secondo dopoguerra. Una vicenda della quale solo ora, dopo un lungo lavoro archivistico, si comprendono aspetti inediti