R.D. Congo. Thérèse Mema Mapenzi: “Così aiutiamo le donne discriminate e vittime di violenze sessuali”

A Bukavu, nella Repubblica democratica del Congo, sulle sponde del lago Kivu, opera da tanti anni il Centro Olame, struttura storica dell’arcidiocesi. Il territorio del Sud Kivu, al confine con il Rwanda, è stato per oltre 25 anni scenario di guerra. Qui le donne vengono aiutate ad emanciparsi economicamente e socialmente. L’ambito più delicato è quello della prevenzione delle violenze sessuali e protezione delle vittime di stupri. Il centro aiuta anche le donne molto povere falsamente accusate di stregoneria, che rischiano di essere linciate dalla folla. Intervista alla direttrice del Centro Olame

“Ascolta Israele… Ascoltaci Signore”

La Liturgia della Parola è costituita da due pilastri strutturali nei quali due differenti soggetti si alternano nell’atto del parlare e in quello dell’ascoltare. C’è prima di tutto un momento in cui è Dio che parla al suo popolo. A questo movimento discendente ne segue, conseguenzialmente, uno ascendente, nel quale Dio si mette in ascolto della supplica della comunità orante

Nella Liturgia delle Ore si manifesta il carattere comunitario della Chiesa

Le due “ore” cardine della giornata sono infatti le Lodi e i Vespri, il sorgere del sole e il suo tramonto. Il mattino segna, con l’aurora, il sorgere della luce e pone fine al silenzio della notte, durante la quale l’oscurità e le tenebre, associate al sonno, hanno posto l’uomo di fronte alla sua fragilità, facendolo trepidare per un destino di morte e silenzio che lo attende. Se la notte è il tempo della trepidazione e dell’attesa, il mattino, con la vittoria della luce sulle tenebre, è promessa di novità, riaccende la speranza. Il termine della giornata, al tramonto del sole, assume invece un riferimento al mistero della croce del Signore