L’organizzazione ricorda che nelle ultime settimane, decine di migliaia di persone sono scese in strada in tutto Israele chiedendo al governo di concordare un cessate il fuoco e negoziare la liberazione degli ostaggi. Si stima che, dal 7 ottobre, circa 116 persone siano state prese in ostaggio o catturate da Hamas e da altri gruppi armati a Gaza
Il responsabile Legalità della Cgil nazionale, Alessio Festi: “Siamo in presenza di provvedimenti contro riformatori. Dietro la scusa del garantismo, si introducono norme che indeboliscono la possibilità di contrastare la corruzione e quindi l'esposizione delle pubbliche amministrazioni all'infiltrazione criminale anche di stampo mafioso”
Dal Rapporto Invalsi segnali di ripresa ma preoccupano i divari territoriali. L’organizzazione: “Evidenziate ancora forti disuguaglianze che penalizzano le opportunità di crescita e di apprendimento dei bambini e delle bambine che vivono nelle aree più svantaggiate del Paese, in particolare al Sud e nelle Isole”
Dal 20 al 28 luglio la comunità, ma non solo, si riunisce per celebrare la patrona. Scelto per ogni serata un verbo da declinare: da ascoltare a donare, passando per... sorridere. Ma non solo
Il programma di inclusione sociale, disabilità e diritti fondamentali, in onda domenica 14 luglio a partire dalle ore 11.10 circa e in replica lunedì notte alle ore 1.10 circa, Rai 3.
Celebrazione eucaristica di saluto e ringraziamento presieduta dal vescovo Claudio Domenica 14 luglio, ore 19.30 Anfiteatro di Villa Immacolata Torreglia (Pd)
Un’invocazione di pace ieri sera in piazza Santa Sofia di Kyiv, cuore religioso del Paese. Sul palco si alternano vescovi cattolici e greco-cattolici, rappresentanti delle Chiese armeno apostolica, gli avventisti del Settimo Cielo, gli evangelici ma anche ebrei e membri della Comunità islamica. Ad animare l’iniziativa ci sono i rappresentanti dei movimenti e delle associazioni che con il Progetto Mean (Movimento europeo non violento) sono arrivati a Kyiv per dire con la loro presenza che il popolo ucraino non è lasciato solo. A seguire virtualmente dall’Italia, 25 “piazze” dal Nord al Sud del Paese. “Chi è venuto oggi a Kiev – ha detto il nunzio apostolico mons. Kulbokas - si assume la guerra sulle proprie spalle. Significa dire: 'Quando attaccate l'Ucraina, state attaccando e aggredendo anche noi'”
Il nunzio apostolico sull’attacco all’ospedale pediatrico di Kyiv: “Mi sono chiesto in questi giorni, durante la messa, che significato abbia un attacco così. Mi è venuta in mente una risposta. Questi momenti così brutali possono scuotere le coscienze in modo che sia chiaro a tutti che la guerra non va tollerata in nessun modo. Non ci possono essere spiegazioni, motivi, giustificazioni di nessun tipo. La guerra va fermata. Va fermato l'aggressore”