Il Calvario di Gaza è pieno di croci. Il Luogo del Cranio è tornato ad essere luogo di morte. Ma al tempo stesso, sappiamo che vicino al Calvario c’è la Tomba Vuota. La morte non ha l’ultima parola
"Nelle ultime settimane ci sono stati dei massacri, dei villaggi incendiati e c'è molta paura tra la popolazione”. A parlare al Sir dalla Repubblica Centrafricana è padre Aurelio Gazzera, missionario da oltre trent'anni, nominato a febbraio vescovo coadiutore di Bangassou. Ora è a Baoro ma si recherà a Bangassou dopo Pasqua. Racconta come la popolazione sta vivendo il Venerdì Santo e le celebrazioni pasquali, ma anche come si sente dopo aver saputo della nomina episcopale
Centro Caritas Santa Elisabetta di Mukachevo: siamo venuti qui per ripercorrere insieme alle operatrici i volti di un "Venerdì Santo" che da due anni l'Ucraina sta vivendo, senza ancora intravedere "la luce della Pasqua". Gli sfollati, i soldati sul fronte e le mamme rimaste, i poveri: l'emergenza non è finita e la paura ha volti diversi. Non ci sono solo i traumi dei missili e dei droni sulle città ma anche il trauma di aver perso tutto, di vedere i sacrifici di una vita andare in fumo
Il vescovo domenicano della Chiesa cattolica romana di Mukachevo racconta al Sir come l’Ucraina sta vivendo questa Settimana Santa: “C’è chi ha perso familiari. Chi ha paura per i parenti partiti al fronte. C’è chi si sente senza forze ed è sotto la Croce. Chi ormai è rovinato, si abbatte, è piegato a terra dal dolore, come Cristo sulla Croce, e chiede un miracolo. Anche se si reagisce in maniera diversa, la sofferenza tocca ogni persona”. E aggiunge: “C’è poca luce. Nonostante il nostro sguardo, in questa Settimana, sia puntato a Gesù Risorto, spiritualmente ci troviamo nella Via Crucis”
Oggi, Venerdì Santo, la Chiesa universale è impegnata nella Colletta per la Terra Santa, “un modo", spiega al Sir padre Patton, Custode di Terra Santa, di partecipare alle sofferenze della comunità cristiana della Terra Santa e di venire incontro ai bisogni della Chiesa di Gerusalemme in questo momento di grande difficoltà”. L'anno scorso raccolti oltre 6,5 milioni di euro. È intenzione di Papa Francesco finanziare, con la Colletta 2024, un progetto umanitario in Gaza o Cisgiordania
“Gesù, portiamo anche noi delle croci, a volte molto pesanti: una malattia, un incidente, la morte di una persona cara, una delusione affettiva, un figlio che si è perso, il lavoro che manca, una ferita interiore che non guarisce, il fallimento di un progetto, l’ennesima attesa andata a vuoto…”.
Dove sono i giovani? Tanti di loro, la scorsa settimana, erano al BeComics di Padova. Un sabato e una domenica in fiera, con numeri da tutto esaurito, per immergersi in ettari di “paradiso nerd”.
Nella settimana che ci conduce alla Pasqua, tre titoli di senso al cinema. Anzitutto la commedia sociale “Un mondo a parte” di Riccardo Milani, con un frizzante duetto tra Antonio Albanese e Virginia Raffaele: un racconto sul mondo scolastico che si muove tra dolcezza e malinconia. Ancora, il dramma “I Bambini di Gaza. Sulle onde della libertà”, opera prima di Loris Lai. Una storia ambientata nel 2003, durante la seconda intifada, dove un bambino palestinese e uno israeliano imparano a fare surf insieme. Infine, da Venezia80 è nei cinema “Priscilla”, nuova regia di Sofia Coppola: dalla biografia “Elvis and Me” di Priscilla Presley, racconto esistenziale e sentimentale che mette al centro una giovane donna in cerca sì dell’amore, ma soprattutto di se stessa e della propria libertà
Pasqua anticipata per noi preti, che dalla gioia di avere imparato a dare la vita per riceverla rinnovata possiamo insegnarlo testimoniandolo ai fratelli e alle sorelle che di lì a poche ore incontreremo, quando laveremo loro i piedi e spezzeremo per loro quel Pane, segno di Colui che fu il primo a dare l’esempio che solo quando si accetta di perdersi, di consegnarsi, di farsi mangiare, allora si fiorisce in una Vita imperitura