Unità dei cristiani La Settimana di preghiera si svolge, come ogni anno, dal 18 al 25 gennaio. Due gli appuntamenti in programma a Padova, oltre all’eucaristia a San Leopoldo: preghiera ecumenica giovedì 18 e concerto sabato 27
Un mese fa, il 4 dicembre, ha compiuto 60 anni uno dei decreti più importanti del Concilio Vaticano II, l’Inter Mirifica, dedicato agli strumenti di comunicazione sociale.
L'assurdo della guerra, poi, che nell'immediato ci mostra distruzione e vittime di armamenti supportati dall'intelligenza artificiale, fa riflettere ulteriormente: è possibile declinare ogni responsabilità, attribuendola alla macchina, confidando che la stessa sia infallibile e anche attraverso gli errori può apprendere? Tornano in mente le parole che Hal 9000, il freddo calcolatore del film 2001 Odissea nello spazio pronunciava di fronte a chi richiedeva di essere ascoltato: “Le mie responsabilità coprono tutte le operazioni dell'astronave quindi sono perennemente occupato”
L’espressione “terza guerra mondiale a pezzi”, coniata nel 2014 da Papa Francesco, riecheggia tra gli analisti dispiegando tutta la sua pregnanza. È innegabile: la nostra è un’epoca di conflitti disseminati eppur collegati in quanto a cause e corresponsabilità, effetti e rischi propagativi. È il lato oscuro di un’interdipendenza fatta di antagonismi locali ma intelligibili più chiaramente a livello globale. Nella trama si inserisce anche la metamorfosi della guerra, ibrida in relazione alle modalità, certo, ma anche rispetto agli attori: non più soltanto statuali, a dispetto dei postulati moderni
“Il cristiano, come Maria, è un pellegrino di speranza”. Lo ha ribadito il Papa, nell’omelia del tradizionale “Te Deum” di fine anno, nella basilica di San Pietro. “E proprio questo sarà il tema del Giubileo del 2025: ‘Pellegrini di speranza’”, ha ricordato Francesco, che ha lanciato un interrogativo esigente: “Roma si sta preparando a diventare nell’Anno Santo città della speranza?”.
“Di Maria la Chiesa ha bisogno per riscoprire il proprio volto femminile: per assomigliare maggiormente a lei che, donna, Vergine e Madre, ne rappresenta il modello e la figura perfetta; per fare spazio alle donne ed essere generativa attraverso una pastorale fatta di cura e di sollecitudine, di pazienza e di coraggio materno”.
Giuseppe e Maria portano Gesù nel deserto per arrivare in Egitto. Anche noi siamo nella via di mezzo di un deserto molto difficile ma è sempre il tramite di qualcosa di nuovo e di un cambiamento. Il 2024 faccia riaffiorare la speranza, i fiori nascono anche sotto le pietre: le lance diventino falci e le spade si trasformino in vomeri. Nulla è male per sempre e la luce affiora anche nelle crepe. La Santa Famiglia ci ispiri sentimenti e propositi per un inizio migliore