"I giovani hanno tanta energia: trent’anni fa si entrava in seminario con percorsi ordinari, adesso non si accontentano di una fede superficiale ma hanno sete di trovare la radice del Vangelo". Parla don Michele Gianola, sottosegretario della Cei e direttore dell'Ufficio nazionale per la pastorale della vocazioni della Cei
In vista del Giubileo 2025, è stato presentato a Roma, lunedì 11 dicembre, alla Pontificia Università Urbaniana, il progetto “Iter Suasanum: alle radici del cristianesimo nella diocesi di Senigallia”
Il Santo Padre dedica il Messaggio per la Giornata della pace 2024 all'intelligenza artificiale, che ha già introdotto "profonde trasformazioni nella società", cambiando molti aspetto della nostra vita quotidiana, con il rischio di aggravare le disuguaglianze e i conflitti. "“Il rispetto fondamentale per la dignità umana postula di rifiutare che l’unicità della persona venga identificata con un insieme di dati”. No al "paradigma tecnocratico" e alla dittatura degli algoritmi
Progetto Miriam Sul finire degli anni Ottanta le suore Francescane dei poveri hanno iniziato a occuparsi di donne vittime di sfruttamento. Hanno aperto una prima casa-rifugio e poi, dopo un appello del vescovo Mattiazzo, è nata l’esperienza che ancora oggi portano avanti
Il Museo Villa Bassi Rathgeb, ad Abano Terme, ha compiuto cinque anni. Nelle sale affrescate ospita opere di Palma il Giovane, Andrea Previtali, Battista Moroni... ma da vedere c’è molto di più. E numerose sono le iniziative proposte
Spettabile redazione, leggiamo sul numero di oggi 10 dicembre del vostro giornale in penultima facciata, un articolo molto importante scritto da Antonio Gregolin che condividiamo. Le considerazioni che lui fa sul comportamento della stampa e dell’opinione pubblica in generale non solo sono molto veritiere, ma rispondono anche alle tante domande e perplessità che ci siamo posti in questa circostanza.
Sia geografico, spirituale o interiore il deserto è un’esperienza da fare. Nella Bibbia è nel deserto che Dio si rivela, che ci attende e che ci propone di incontrarlo. Si parla, poi, di “traversata del deserto” per situazioni difficili o aride, che sboccano spesso su un’impensabile rinascita...
“Fermo restando che ogni persona che si trova in una situazione di sofferenza merita prossimità e conforto – sanitario, assistenziale, morale, affettivo, psicologico, spirituale –, il caso della signora ‘Anna’ di Trieste impone una riflessione soprattutto sull’avallo che il Servizio sanitario nazionale ha dato in toto alla sua richiesta di morte”.
“Medici e strutture ospedaliere non possono essere snaturati rendendoli complici nella somministrazione di farmaci per la morte, finendo per generare sfiducia e diffidenza verso l’intero sistema sanitario”.