Pakistan. Mobeen: “La vita dei cristiani è continuamente sotto minaccia”

“La vita dei cristiani è continuamente sotto minaccia e sono vittime di una fortissima persecuzione e discriminazione. Dalla fondazione del Pakistan i cristiani stanno via via diminuendo e sono passati dal 20 al 4 per cento della popolazione. L’estremismo religioso islamico non permette, a chi non è musulmano, di vivere una vita pacifica in Pakistan. E così non solo i cristiani ma anche gli Indù e gli Ebrei continuano a lasciare il Paese”. A parlare è Shahid Mobeen, fondatore dell’associazione dei Pakistani Cristiani in Italia e docente di Filosofia presso la Pontificia Università Urbaniana.

Papua Nuova Guinea, dove il Vangelo arriva in moto

"Non potevo permettermi di comprare una macchina e così ho acquistato una motocicletta, che mi permette di scansare più agevolmente le buche dell’asfalto, anche se richiede più attenzione". Parola di don Michele Morando, classe 1955, prete fidei donum di Verona. Dal 2014 è in Papua Nuova Guinea: a quasi 15.000 km da casa, per annunciare la Buona Notizia

Papa Francesco: Falasca (vaticanista), “la sinodalità esprime la natura della Chiesa, la sua forma, il suo stile, la sua missione”

Che “la Chiesa ricominci a diventare sinodale”, secondo l’indicazione di Papa Francesco, “non è una scelta personalistica e discrezionale, un optional o un escamotage organizzativo, ma è il dinamismo proprio che lo Spirito Santo infonde alla Chiesa di Cristo, attraverso cui la guida fin dal principio e per il quale l’attuale Successore di Pietro ha affermato nel 2015 – commemorando il cinquantesimo anniversario dell’istituzione del Sinodo dei vescovi a opera di Paolo VI – che ‘il cammino della sinodalità è il cammino che Dio si aspetta dalla Chiesa del Terzo millennio’”. 

Migranti sulla rotta balcanica. Padre Perica: “Il nuovo esodo dei cubani. Numeri abbastanza alti, qualche caso di soprusi”

Parla al Sir da Fiume, in Croazia, padre Stanko Perica, direttore generale del Jesuit refugee service per l’Europa Sud Est: “Attualmente i numeri sono abbastanza alti, come avviene sempre in estate. So che c’è un aumento rispetto all’anno scorso ma non riusciamo a sapere quanti sono. Non ho più sentito di respingimenti a catena tra Italia, Croazia e Bosnia ma ci sono ancora casi di ragazzi picchiati dalla polizia croata"

Kherson. Padre Moskalyuk: “Quando ho saputo della famiglia sterminata sotto le bombe, ho pianto”

Domenica scorsa sette persone, tra cui una neonata, suo fratello di 12 anni e i loro genitori, sono state uccise dai bombardamenti nella regione. Da una Kherson sotto attacco parla padre Ignatius Moskalyuk, rettore del locale monastero basiliano di San Volodymyr il Grande. Come vive un prete in guerra? “L’unica risposta che in questo momento mi viene in mente - dice - è l'immagine di un buon pastore che prende sulle sue spalle le pecore ferite, le cura e condivide con loro il dolore. Vivere in tempo di guerra significa vivere sapendo che ogni giorno può essere l'ultimo della vita”